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VERTENZA ENI: 8 ORE DI SCIOPERO TERRITORIALI

29-09-2014 15:01 - News Generiche
Il Coordinamento unitario Filctem, Femca, Uiltec dell' Eni ha deciso di continuare la mobilitazione per cambiare l'attuale piano industriale del gruppo. Il disegno del management, attraverso la chiusura del cracking di Porto Marghera, che rischia di provocare effetti devastanti sull'intera area produttiva del quadrilatero padano, della Raffineria di Gela, la vendita della Raffineria di Livorno e la probabile dismissione di quello di Taranto, insieme alla decisione di procedere alla cessione di ramo d'azienda a Sarroch, rappresenta plasticamente una dismissione violenta della presenza industriale Eni in Italia. L'Accordo di programma per Porto Torres non va avanti e finora sono state investite risorse ben al di sotto di 1,2 miliardi, comprese l e bonifiche, che rischiano di compromettere la prospettiva di uno sviluppo e la credibilità della chimica verde in Italia. Le stesse criticità riguardano l'impianto di Priolo, dove gli investimenti previsti rallentano rischiando di compromettere gli accordi sulle prospettive industriali di quell'area. Va fatta, inoltre, una puntuale verifica sullo stato delle risorse destinate al risanamento ambientale. Il Coordinamento esprime netta contrarietà verso la ventilata possibilità di cessione di quote di Saipem e dispiegherà tutte le azioni necessarie per impedirle. Esprime, inoltre, preoccupazione sulle voci ricorrenti circa l'uscita del gruppo dal mercato retail di Gas & Power, che invece dovrebbe vedere un rinnovato impegno, organizzativo e finanziario, nella prospettiva di una ripresa dei consumi. Eni, ad oggi, non ha dato seguito agli interventi previsti dal verbale di incontro del 31 luglio scorso, avallato dalla firma del ministro Federica Guidi. Per questi motivi il coordinamento unitario dei lavoratori dell'Eni di Filctem, Femca e Uiltec decide di proclamare un ulteriore pacchetto di otto ore di sciopero da gestire sinergicamente a livello territoriale ed al contempo dichiarano, per tutto il mese di ottobre, lo sciopero delle flessibilità di orario ed organizzative. Il Coordinamento si riserva, a fronte del permanere di una posizione di rigidità del gruppo Eni, di indire uno sciopero nazionale a Roma da tenersi nella prima settimana di novembre.

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