30 Settembre 2020
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Un primo risultato nella lotta alle fake news sulla CGIL

19-02-2019 10:47 - News Generiche
Fiorenzo Borghi, candidato al Senato col M5S, in un tweet ha riconosciuto di aver diffuso una "bufala" sulla pensione d'oro di Susanna Camusso e si è scusato. Le bugie che invadono il web sono frutto di una precisa strategia per indebolire l'avversario di turno

Per la prima volta la Cgil ha strappato un importante risultato nella lotta alle fake news: il fotografo italo-newyorchese Fiorenzo Borghi, candidato al senato col Movimento 5 stelle nel collegio estero, ha riconosciuto con un tweet di avere diffuso una “bufala” su Susanna Camusso scusandosi. Vi potrebbe sembrare poca cosa, su Facebook molti hanno commentato la notizia arrabbiati dando vita a una sorta di linciaggio dell’unica persona che ufficialmente ha fatto mea culpa – a conferma di come Facebook liberi gli istinti senza un briciolo di razionalità -, ma non lo è affatto. Anzi quel tweet è un risultato, il frutto di segnalazioni, ripetuti interventi da parte di militanti e dirigenti della Cgil, e dell’annuncio che si sarebbe proceduto a querelare chi avesse diffuso quelle falsità.

Dalla imponente manifestazione unitaria del 9 febbraio di piazza San Giovanni, sono tre in particolare i temi su cui si concentra l’attacco al sindacato e alla Cgil in particolare: le pensioni d’oro dei sindacalisti cui è funzionale la bufala su Camusso; l’opposizione della Cgil al salario minimo; Maurizio Landini prima schierato con i No Tav e dopo l’elezione pro-Tav, perché entrato a far parte della "casta".

La strategia per delegittimare e così neutralizzare chi viene individuato come l’oppositore del momento è chiara: prima si diffondono sui social materiali e notizie false o distorte, come la pensione stratosferica di Susanna Camusso, che in pensione non è. In questo modo, usando i social e in particolare Facebook, si prepara il clima di rabbia e rancore giusto per lanciare poi l’attacco politico, che risponde così a un sentiment ormai ben radicato nella pancia degli utenti italiani. Una strategia usata sia per indebolire l’opposizione, sia come arma di distrazione di massa: l’opinione pubblica si focalizza sulle “pensioni d’oro dei sindacalisti” mentre il governo lavora alle intese sul gravissimo provvedimento dell’autonomia differenziata, che qualcuno ha già ribattezzato "la secessione dei ricchi".

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