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Strage di Prato

02-12-2013 14:00 - News Verie
Nessuno può affermare seriamente di non sapere cosa succede a Prato. Nessuno tra le istituzioni, la politica, le stesse forze sociali. Prato rappresenta probabilmente la più grande concentrazione di lavoro nero, ai limite della brutalità e della schiavitù, che esiste in Europa": a dirlo è Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil, profondamente colpito dalla tragedia. "Ormai Prato - prosegue il segretario - viene vissuta con normalità, accettata, legittimata. Chi dovrebbe vigilare non lo ha mai fatto, chi sapeva non ha mai parlato e all´ombra di queste rimozioni si è creato un mostro difficilmente governabile. Verrebbe da dire: o lo stato di diritto, o Prato". "È questo il motivo per il quale - aggiunge polemico il segretario - è difficile accettare parole di commozione, lacrime di coccodrillo e dotte disquisizioni ex post, come quelle del vice presidente del Senato che, di fronte al fallimento dello Stato a Prato, non trova di meglio che attaccare i sindacati. Anche lei sapeva". Ovviamente partiamo dall´autocritica, dagli anni perduti, dalle dimenticanze, dalle rimozioni. "Siamo vicini - conclude il leader sindacale - alla comunità cinese, alle famiglie, ai loro cari, alla città di Prato. Siccome la verità è di fronte agli occhi di tutti ci aspettiamo decisioni immediate

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