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Sciopero generale, la Cgil si prepara

25-02-2011 15:34 - News Verie
La segreteria confederale ha il mandato del direttivo per proseguire la mobilitazione, "incluso il ricorso allo sciopero generale". Sarebbe il quinto con il governo Berlusconi, il primo con Susanna Camusso alla guida di rassegna.it Sciopero generale, la Cgil si prepara (Foto di fazen, da Flickr) (immagini di Foto fazen (da Flickr)) Contro gli accordi separati, per un fisco più equo e per una diversa politica economica e industriale del governo: con queste richieste la Cgil si prepara allo sciopero generale o, in ogni caso, a proseguire nella mobilitazione. Lo ha deciso il direttivo di Corso Italia, non senza destare qualche sorpresa, dopo due giorni di discussioni (22 e 23 febbraio) a porte chiuse. Il Parlamentino ha approvato il documento politico con 83 sì, nessun voto contrario e 20 astensioni, consegnando così alla segreteria il via libera formale per "decidere i tempi e le modalità di prosecuzione delle iniziative di mobilitazione, incluso il ricorso allo sciopero generale". Va però chiarito che "tecnicamente" lo sciopero non è stato ancora proclamato, al contrario di quanto farebbe pensare una lettura disattenta dei giornali. Il direttivo ha accettato la proposta del segretario generale, Susanna Camusso, che aveva chiesto la possibilità di decidere quando e come andare allo sciopero generale. È un po´ come quando il governo chiede al Parlamento la delega per una legge complessa (come il federalismo fiscale): una volta approvato il provvedimento "quadro", vanno scritti e licenziati anche i singoli decreti. In questo caso la segreteria, ottenuto il consenso del direttivo, dovrà decidere tempi e modi dello sciopero. Per questo la data ancora non è stata stabilita. La segreteria potrà accettare la richiesta della minoranza - che vuole lo stop subito, al massimo entro aprile - oppure allungare i tempi, decisione su cui peserà anche il clima politico. Restano fissate le iniziative delle singole categorie, in particolare quella del 25 marzo quando si fermeranno la scuola e dal pubblico impiego. Oltre all´impegno della Cgil in altre iniziative come quella per il 17 marzo per l´unità d´Italia, le "marce per il lavoro" (sabato in Veneto la prossima tappa) e le assemblee per democrazia e rappresentanza sindacale. Sarebbe, questo, il quinto sciopero generale da quando è in carica il governo Berlusconi. Il primo fu nel 2008, poi due volte nel 2009 (dopo l´accordo separato sul modello dei contratti), l´ultimo l´anno scorso. E la prima volta della Cgil guidata da Susanna Camusso. La discussione nel direttivo del 22 e 23 febbraio, secondo quanto si apprende negli ambienti di Corso Italia, è andata oltre gli steccati congressuali, quelli della divisione in due anime contrapposte. Con un quadro politico-sindacale degradato, fino all´ultimo strappo sul pubblico impiego, la semplice mobilitazione senza sciopero non basta più anche a categorie come il commercio e i chimici, che finora avevano frenato. Sembra prevalere, dunque, l´idea della "spallata" per sostenere le richieste di chi vuole un governo che pensi al lavoro e alla crisi e non ai guai giudiziari del premier. (M.M.)

Fonte: Rassegna.it

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