30 Settembre 2020
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Sardegna - Servizio idroelettrico, un «disastro annunciato»

20-12-2018 10:36 - News brevi
I sindacati Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec temono la messa in discussione di importanti investimenti già pianificati da Enel e vedono a rischio centinaia di posti di lavoro. Presidio sotto la sede della Regione a Cagliari

I sindacati parlano senza mezze misure di "disastro annunciato" per il settore idroelettrico in Sardegna, ripiombato improvvisamente nell’incertezza più totale, con la messa in discussione di importanti investimenti già pianificati da Enel e di circa 100 posti di lavoro diretti e numerosi altri dell’indotto. Per questo oggi, 20 dicembre, Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec daranno vita insieme ai lavoratori ad un sit in davanti alla sede della presidenza della giunta a Cagliari, a Villa Devoto.

Le organizzazioni sindacali di categoria denunciano la grave situazione che si verrà a creare a partire dal 1° gennaio 2019 con il trasferimento all’Enas, deciso unilateralmente dalla Giunta regionale, delle dighe Enel del Taloro, del Coghinas e del Flumendosa con annessi gli impianti di produzione di energia elettrica. “Lo scorso 9 ottobre la Giunta Regionale, senza preavviso, - spiegano le segreterie regionali di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec UIL - ha emanato le delibere per appropriarsi delle dighe e trasferirle all’Enas a partire dal 1° gennaio 2019. In questo modo - evidenziano i rappresentanti sindacali di categoria - la Regione Sardegna ha riavviato una vecchia vertenza che per anni l’ha vista contrapposta ad Enel e che sembrava però essersi appianata attraverso gli accordi fra Regione e Società Elettrica”.

Subito dopo l’emanazione della delibera, il 18 ottobre, Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec UIL hanno richiesto un incontro chiarificatore con la Regione Sardegna, ma dopo settimane di inutile attesa l’incontro non è stato ancora convocato. Viceversa, la Regione il 20 novembre 2018 ha emanato i decreti del Presidente della Giunta che procedono nel percorso conflittuale intrapreso che, oltre a centinaia di posti di lavoro, rischia di mandare in fumo gli investimenti programmati dall’Enel sul territorio sardo che solo nel 2019, tra diretti e indiretti, ammontano a circa 8 milioni di euro. Senza contare il fatto che il trasferimento degli impianti all’Enas causerebbe, dicono i sindacati, il mancato versamento ai Comuni di circa 4 milioni di imposte locali (IMU).

“Come organizzazioni sindacali di categoria esprimiamo il nostro dissenso rispetto a questo modo di fare della Regione Sardegna - commentano i segretari di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec UIL -. Non è certo con azioni di forza come questa che si affrontano adeguatamente le prospettive di sviluppo della nostra Regione, in particolare in un settore come quello elettrico fortemente integrato e che necessita di ingenti investimenti per poter garantire a cittadini e imprese un servizio elettrico di qualità (dalla produzione di energia sino alla vendita della stessa). Non possiamo assistere impassibili ai gravi rischi che queste azioni pongono per la nostra regione e per il settore elettrico, non solo per i lavoratori direttamente interessati ma per il già precario sistema economico regionale. Né possiamo accettare che la Regione Sardegna ignori le legittime richieste dei lavoratori e dei loro rappresentanti. Intendiamo pertanto denunciare alla pubblica opinione questa grave situazione di cui la Regione Sardegna e l’attuale maggioranza si assumerà la responsabilità per le conseguenze che rischia di avere per la nostra isola. La mobilitazione dei lavoratori direttamente interessati è ormai inevitabile per contrastare queste dannose iniziative, assunte peraltro proprio al termine della legislatura regionale: per questo oggi saremo al fianco dei lavoratori in presidio a Villa Devoto per manifestare alla Regione Sardegna la nostra preoccupazione” concludono le segreterie Regionali.


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