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SOGIN - Un´azienda nell´azienda

31-03-2014 11:26 - News Verie
Il 20 marzo scorso si è svolto l´incontro richiesto dalle segreterie regionali Filctem Flaei Uilcem sulla nuova struttura Divisione Waste Management & Decommissioning. Le OO. SS. hanno esternato delle perplessità sull´avanzamento delle attività relative a milestone e task driver, e chiesto delucidazioni sull´operato dei Task leader di progettazione, Task Manager, degli uffici tecnici di sito e, soprattutto, sul come si interfacciano con le varie strutture tecniche di coordinamento. Il capo divisione ha dichiarato che non vede difficoltà particolari, affermando che solo con il lavoro si potranno raggiungere gli obiettivi, facendo riferimento al fatto che la Sogin non è abituata a lavorare. Il ragionamento è stato poi spostato sulla struttura confermando che non esiste un vertice ma è composta da "team", che si interfacciano tra di loro concorrendo al risultato finale. In caso di mancato conseguimento degli obiettivi, il risultato più probabile potrebbe essere quello di non trovare risorse sufficienti al sostentamento dell´azienda, compresi, dipendenti, personale con contratti aipici o in via di trasformazione. Inoltre il direttore ha comunicato che diverse attività verranno svolte con il supporto del personale Enea mediante contratti di consulenza e per finire, il tutto senza necessariamente coinvolgere personale Sogin. Inorriditi da tali affermazioni, abbiamo chiesto ulteriori spiegazioni, con il risultato di sentirci rispondere che "il personale Sogin non è in grado di svolgere determinate attività" mentre le risorse in ENEA hanno specifiche competenze offerte ad un costo molto inferiore. Noi non condividiamo la linea dell´azienda, rivendicando le professionalità del personale della Sogin evidenziando anche la particolare modalità con cui verrebbero indirizzate le risorse (umane ed economiche) della nostra azienda. Ricordiamo all´azienda che la Sogin dispone di grandi competenze e professionalità, lo dimostra il fatto che ha contratti di decommissioning anche con l´estero (vedi la dismissione dei sottomarini russi), quindi non si capisce perché dovrebbe ricorrere a soggetti esterni per lavori che riguardano i propri impianti. Detto questo, ci sembra di capire che le responsabilità non corrisponderanno né alle competenze né alle posizioni di struttura e, quindi, lo stesso "capo divisione" non sarà responsabile di un eventuale mancato avanzamento delle attività, ma questa dovrà essere ricercata altrove. Quindi se il nuovo progetto non troverà compimento, di chi sarà la colpa? Chi si manderà a casa? ll personale Enea? I lavoratori della Sogin? Qualcun altro? Questo è il dilemma, riteniamo che l´unica cosa che ci sia stata descritta è un´azienda dentro l´azienda, con regole e meccanismi propri che rischiano di portare a risultati incerti. La Sogin ha acquisito dalla sua nascita una strana caratteristica, quella di Laboratorio Organizzativo, non vorremmo che diventi un´appendice Ministeriale. Nel corso di tre lustri si sono succeduti personaggi convinti non solo di conoscere la Sogin, ma di poterla migliorare, virtualizzare, iperbolizzare. Forse favoriti dal quadro regolatorio i costi si sono trasformati in guadagni e demolizioni in decommissioning. Ora che i soldi sono finiti e il nuovo sistema regolatorio non ci fornisce schemi tattici per dribblare, sarebbe ora che qualcuno si rendesse conto che le priorità sono quelle di: rimettere in moto velocemente la macchina, risolvere i problemi, rinunciando ad una visione di onnipotenza, ma concretezza e sinergia con le professionalità interne, a nostro giudizio diventano l´unica soluzione perseguibile. Siamo convinti che il decommissioning è un´attività industriale, la radioprotezione e la caratterizzazione sono le competenze distintive dei lavoratori Sogin, da salvaguardare e rivalutare.
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