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Rinviato alla Corte Costituzionale il contratto del Jobs Act

04-08-2017 10:52 - News Generiche
Il Jobs Act rinviato alla Corte Costituzionale con una importante ordinanza del Tribunale del Lavoro di Roma
Buone notizie per tutte le "vittime" del Jobs Act. Con un´ordinanza del 26 luglio scorso, il giudice Maria Giulia Cosentino del Tribunale di Roma (III Sezione Lavoro), ha rimesso alla Corte Costituzionale la disciplina del contratto a tutele crescenti, ovvero l´asse portante della riforma del mercato del lavoro targata Governo Renzi, in particolare gli articoli 2, 4, 10 del decreto legislativo 23/2015 e l´articolo 1, comma 7, della legge delega 183/2014 per contrasto con gli articoli 3, 4, 76 e 117 della Costituzione "letti autonomamente e anche in correlazione fra loro".
Il tutto nasce dal ricorso intentato da una lavoratrice romana che, ritrovandosi licenziata "per giustificato motivo oggettivo" nel giro di sette mesi, si è rivolta alla Cgil di Roma nord Civitavecchia Viterbo per ricevere assistenza.
Per il legale che ha patrocinato la lavoratrice, l´avv. Carlo De Marchis Gomez del pool dei legali della Cgil, si tratta di un´ordinanza importante "sia per i problemi che solleva, sia per gli effetti, sia per la rilevanza generale che assume l´eventuale decisione, positiva ci si augura, da parte della Corte Costituzionale".
L´avvocato spiega inoltre che l´ordinanza del Tribunale del Lavoro di Roma è il frutto di un´ articolata strategia messa in campo dalla Cgil per contrastare il Jobs Act. Strategia che continuerà anche nel prossimo autunno con altre iniziative analoghe volte a sollevare eccezioni di costituzionalità anche su altri aspetti critici della normativa "a tutele crescenti" non interessati dalla ordinanza del 26 luglio.
L´iniziativa della Cgil negli ultimi mesi è stata rivolta alla ricerca di casi concreti di licenziamento illegittimo da portare davanti alla Corte Costituzionale. Già dallo scorso marzo è stata messa in atto, con l´aiuto degli uffici vertenze e degli avvocati della Cgil, una strategia di selezione del contenzioso. Non solo, è stato messo a punto, sia a livello di Cgil nazionale che di Camere del lavoro territoriali, un´ulteriore strategia per aiutare il lavoratore illegittimamente licenziato, eventualmente soccombente in giudizio, a sostenere le spese.
Una delle iniziative più significative che la Cgil intende mettere in campo sarà costituita dal ricorso collettivo presso il Comitato Europeo dei Diritti Sociali.
Per la decisione della Consulta si dovrà attendere di certo il prossimo anno. Ma questa ordinanza del Tribunale di Roma è un unicum nel panorama giuridico italiano e, secondo i legali e i giuristi della Cgil, ci sono buone ragioni per presumere che avrà un effetto domino anche in altre regioni italiane.

A seguire alleghiamo come ulteriore documentazione i principali passaggi di una nota di approfondimento, redatta dall´Ufficio Vertenze della Cgil nazionale.

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