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REFERENDUM DAY: Un argine al degrado del lavoro

13-02-2017 10:00 - News Generiche
In occasione della giornata di mobilitazione nazionale per i referendum promossi dalla Cgil contro i voucher e per il riconoscimento dei diritti del lavoro negli appalti, anche la Cgil di Roma e del Lazio è scesa in piazza per sollecitare il Governo a definire al più presto la data del voto e il Parlamento a discutere la legge d´iniziativa popolare sulla Carta dei diritti universali.
Militanti, lavoratori, pensionati si sono dati appuntamento a Tor Bella Monaca sabato 11 febbraio, per dare il proprio contributo alla battaglia che la Cgil sta portando avanti in nome della dignità del lavoro e delle persone.
"Abbiamo deciso di lanciare la campagna referendaria romana della Cgil da questo quartiere periferico perché sono proprio le periferie a rappresentare in modo emblematico il disagio sociale di questi tempi" ha detto il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola.
Negli ultimi vent´anni se un reato è stato commesso è stato quello di marginalizzare il lavoro, si è fatta passare l´idea che i lavoratori dovessero sparire e che i più bravi fossero coloro che non pagavano le tasse, che trasferivano la loro residenza all´estero. Noi siamo convinti che un´altra Italia sia possibile e per farlo abbiamo bisogno della gente, di tutti voi.
Chi al mattino si alza, porta i figli a scuola e va al lavoro è la vera ricchezza, è il vero eroe di questa società, soprattutto quando si ritrova a pagare un tributo così alto. E allora lo slogan che vogliamo lanciare da questa piazza è: un´altra Italia è possibile. È possibile se ripartiamo dai lavoratori e dai pensionati che si sono fatti carico in questi anni di tutte le contraddizioni di un sistema che non ha funzionato.
La Cgil si è intestata questa battaglia. Vogliamo metterci la faccia, vogliamo riprenderci quello che ci hanno tolto in questi vent´anni, vogliamo immaginare un mondo in cui un ragazzo che nasce in qualsiasi quartiere abbia la possibilità di trovare un lavoro per le sue capacità e non perché e raccomandato da qualcuno, di emergere per quello che è in grado di dare a questa società".
Una politica fondata sulla riduzione del lavoro, del suo costo, della qualità si trova di fronte al fallimento. A un´ulteriore divisione dentro il mondo del lavoro, a un´ulteriore precarizzazione, determinata dagli appalti al massimo ribasso, senza solidarietà, dall´uso indiscriminato dei voucher per sostituire il lavoro ordinario o per nascondere, invece, la crescita del lavoro nero. Bisogna quindi ripartire dal lavoro per avere un´idea dello sviluppo del paese".
Noi continuiamo, abbiamo iniziato oggi, in 280 piazze, la campagna referendaria, perché pensiamo che mettere una barriera al degrado progressivo del lavoro sia l´unica possibilità per avere un´altra Italia, per cambiare questo paese, per dargli un futuro. Per questo al referendum bisogna votare due sì. Il Governo deve dire rapidamente quando si va al voto. Vorremmo anche suggerirgli, visto che ci sono altre scadenze elettorali, come quelle delle amministrative, di unificare queste scadenze, cosí non si interrompe due volte l´anno scolastico e non si aumentano i costi per gli italiani".


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