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Part Time ENEL Lettera agli iscritti e ai lavoratori

23-12-2009 - News Verie
Care compagne e compagni, negli ultimi mesi la nostra azienda ha deciso unilateralmente di modificare le condizioni di flessibilità e di fruizione della mensa e dei buoni pasto per il personale in part-time.La cosa non ci è di certo sfuggita, ci è stata subito segnalata da iscritti e delegati, e in maniera informale abbiamo immediatamente comunicato il nostro disappunto alla gestione del personale, a vari livelli. Da tempo lamentiamo le difformità di trattamento del personale in part-time: Sappiamo che ci sono persone in regime di part-time che usufruiscono della mensa durante l´orario di lavoro e persone a cui lo stesso diritto è stato negato anche alla fine dell´orario di lavoro. Sappiamo che ci sono lavoratrici e lavoratori in part-time che hanno sempre ricevuto i buoni pasto e persone che pur facendo part-time molto lunghi i buoni pasto non sono mai riusciti ad averli. Sappiamo che alcuni part-time hanno una flessibilità giornaliera ridotta mentre altri hanno una flessibilità ultra-giornaliera, e alcuni possono fruire di riposi compensativi, cumulando le ore che eccedono l´orario di lavoro concordato per poterle recuperare quando più ne hanno bisogno. Sappiamo che alcuni quadri in part-time ricevono il loro forfait mentre altri lo perdono. L´azienda ha dato vita ad una miriade di regimi di part-time, utilizzati a piacimento dai gestori che li concordano con i dipendenti. Certo, l´orario personalizzato sarebbe un fatto positivo, se non fosse utilizzato con criteri nebulosi. Alcune regole di base dovrebbero essere uguali per tutti, e noi vorremmo che venissero presi a riferimento le modalità e i criteri più vantaggiosi per i lavoratori e per le lavoratrici. E´ inaccettabile che di punto in bianco l´azienda decida di cambiare in peggio le condizioni di fruizione del part-time. E´ per questo che a giugno abbiamo sollecitato le altre sigle sindacali ad intervenire, per poter chiedere unitariamente all´Azienda un incontro su questo tema così delicato. L´Azienda non ci ha dato risposta, preferendo parlare della questione con le segreterie nazionali, che hanno, con diverse modalità preso le distanze dalle posizioni dell´Enel. Dobbiamo però dire che siamo amareggiati per come vanno le cose. Ci dispiace la sufficienza con cui l´Azienda ci ha trattato ignorando la nostra richiesta di dialogo. Ci rattristano le roboanti dichiarazioni di principio sulla responsabilità sociale d´impresa e sul diversity management quando poi le mamme in part-time si vedono negare il buono pasto cui hanno diritto. Sulla intranet ed in pubblici dibattiti si strombazza l´adesione dell´Enel ad un progetto che si chiama "Valore D - Donne al vertice dell´azienda di domani", che ha come obiettivo quello di portare le donne nei consigli di amministrazione delle aziende. Bello, bellissimo, valorizziamo la leadership al femminile! Che grandiosità! E poco interessa all´azienda che per lo più le persone che prendono un part-time sono mamme, che non hanno stipendi da leadership al femminile e che ai vertici dell´azienda di domani non ci arriveranno mai. Alle donne normali l´Enel toglie i buoni pasto, e con tutta probabilità impone loro ulteriori spese per tate e baby-sitter, visto che gli riduce la flessibilità. Che altro dire. Noi non ci fermiamo. Chiederemo ancora all´Enel di riaprire la questione. Un caro saluto a tutte e a tutti.

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