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PENSIONI. Ecco come il governo ha messo le mani sulle pensioni

21-03-2012 12:08 - News Verie
Il governo aveva promesso agli italiani che avrebbe agito con equità, che avrebbe eliminato i privilegi, che non avrebbe fatto cassa con le pensioni, che avrebbe cercato soluzioni in favore delle donne e dei giovani. Le promesse non sono state mantenute. La riforma previdenziale Monti Fornero è profondamente iniqua, manca di qualsiasi gradualità, è stata fatta solo per fare cassa e colpisce pesantemente i diritti delle donne, dei giovani, dei lavoratori e dei pensionati. - ha aumentato di colpo l´età pensionabile delle lavoratrici di 5, 6, ed anche 7 anni - ha peggiorato notevolmente i requisiti per il diritto a pensione per coloro che stanno nel sistema contributivo (da 5 a 20 anni di contribuzione e per poter ottenere la pensione è necessario raggiungere un importo mensile pari a 643,50 euro), penalizzando così proprio i giovani, i lavoratori precari e le donne, che saranno costretti a lavorare fino a 70 anni (e poi di più per l´incremento dovuto alla speranza di vita) dal momento che la pensione verrà corrisposta solo a tale età con 5 anni di contribuzione effettiva e senza alcun riferimento all´importo del trattamento - ha legato tutte le età pensionabili all´incremento relativo alla speranza di vita senza più alcuna certezza sul diritto a pensione - ha abolito il sistema delle quote per la pensione di anzianità - ha aumentato il requisito dei 40 anni di contribuzione per il diritto a pensione, indipendentemente dall´età anagrafica, legando peraltro il requisito stesso all´aumento relativo alla speranza di vita - ha previsto pesanti penalizzazioni per coloro che maturano i nuovi requisiti per il diritto a pensione anticipata prima del compimento del 62esimo anno di età - ha stabilito dei vincoli finanziari e numerici per coloro che sono stati derogati dall´applicazione della nuova normativa (lavoratori in mobilità ordinaria, in mobilità lunga, esodati, prosecutori volontari, titolari di prestazioni di sostegno al reddito, esonerati dal servizio). Si tratta di una vera a propria lotteria considerato che tale questione coinvolge moltissimi lavoratori. Molte lavoratrici e molti lavoratori rischiano di rimanere per un lungo periodo di tempo senza alcun sostegno economico e senza pensione -non ha previsto alcuna tutela per coloro che sono stati stati licenziati e che sono attualmente disoccupati - ha di fatto vanificato la normativa sui lavori usuranti - ha bloccato per due anni la rivalutazione automatica delle pensioni per coloro che sono titolari di una pensione pari 3 volte il trattamento minimo INPS (1.405,00 euro lordi).

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