02 Luglio 2020
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Morì sotto il palco della Pausini. Risarcimento 2mila euro

02-08-2012 10:06 - News Verie
Matteo Armellini fu vittima di un incidente sul lavoro nella notte del 4 marzo. La madre: "L´Inail mi ha inviato 1.936 euro per il decesso di mio figlio, è una misera offerta". E l´Istituto risponde: le somme non sono congrue, ma lo prevede la legge di rassegna.it Morì sotto il palco della Pausini. Risarcimento 2mila euro Matteo Armellini è morto mentre montava il palco del concerto di Laura Pausini, la famiglia avrà meno di 2mila euro di risarcimento. A rivelarlo è stata oggi (24 luglio) la madre, Paola Armellini, intervistata da Tgcom24. "L´unica certezza fino ad adesso è che la vita di mio figlio non vale neanche duemila euro", ha detto la donna, spiegando che l´Inail ha inviato 1.936,80 euro alla famiglia per il decesso del lavoratore. La tragedia è avvenuta nella notte tra il 4 e 5 marzo a Reggio Calabria, dopo doveva suonare la Pausini. Il tecnico di 32 anni è stato colpito da una struttura metallica, in seguito al crollo del palco che stava montando. Il rimborso dell´Inail spiega che alla famiglia spetta questa cifra. "Vogliamo la verità, non una misera offerta - ha spiegato la madre -. Mio figlio è morto sotto un palco e nell´oggetto del pagamento c´è scritto "risarcimento per infortunio e malattia professionale". È un problema di rispetto e di dignità, Matteo non aveva ancora cominciato a lavorare, gli è caduta in testa tutta la struttura". E ancora: "Bisogna rivedere come viene gestito il lavoro dei ragazzi che collaborano all´allestimento dei palchi, non hanno alcuna copertura assicurativa. Chiedo ai sindacati e alle forze sociali di intervenire". Dichiarazioni che - naturalmente - non mancano di suscitare polemiche. "Non sempre le somme che l´Istituto eroga sono congrue, ma è quanto stabilisce la legge". Questa la risposta del direttore centrale Prestazioni dell´Inail, Luigi Sorrentini. "Il Testo unico è del 1965 - ha spiegato - e, anche se l´Istituto si è fatto promotore di modifiche, queste non sono state realizzate per mancanza di copertura finanziaria". In questo caso, a suo avviso, "Matteo non contribuiva al mantenimento della madre, quindi è previsto l´assegno funerario una tantum che è quello erogato". Chiede di cambiare le regole il responsabile Lavoro del Pd, Cesare Damiano. La morte di Armellini "ripropone il problema dei giusti e adeguati risarcimenti in caso di incidenti mortali sul lavoro ma anche di infortuni, inabilità e malattie professionali". Secondo l´ex ministro del Lavoro - quindi - "bisogna rompere una regola: l´attivo di bilancio annuale dell´Inail, calcolato mediamente in circa 1 miliardo e mezzo di euro, non può essere tutto automaticamente devoluto al ripianamento del debito ma dirottato in quota parte all´abbassamento dei premi assicurativi delle aziende virtuose, cioè quelle a infortuni zero, e al miglioramento delle tabelle di risarcimento a favore dei lavoratori o delle loro famiglie".

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