13 Luglio 2020
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Lo sciopero è riuscito

09-05-2011 05:30 - News Verie
Dati molto positivi: la confederazione parla di adesioni che sono attorno al 60 per cento medio sia nell´industria, sia nei servizi e nel pubblico impiego. Centinaia di migliaia di persone alle manifestazioni. La partecipazione dei giovani Insieme per abbattere il muro della crisi. Il senso dello sciopero generale di oggi, proclamato dalla sola Cgil, realizza forse per la prima volta con tanta evidenza una forte saldatura tra la protesta delle lavoratrici e dei lavoratori, dei pensionati, con quella di una moltitudine di giovani, studenti e precari, che hanno riempito le piazze. Per questo in tanti hanno deciso di non lavorare: il 60 per cento di adesioni comunicato dalla Cgil è un dato clamoroso se si pensa che in molte realtà gli iscritti alla confederazione sono molti, molti di meno. Per questo in tantissimi hanno manifestato in cento piazze d´Italia, con una straordinaria partecipazione di ragazze e ragazzi, di giovani precari e studenti. Hanno manifestato contro il governo, certamente, contro l´assenza di politiche economiche e sociali adeguate a affrontare la crisi, contro la disoccupazione e il lavoro nero e precario, una distribuzione delle risorse e dei redditi sempre più squilibrata a danno dei più deboli, un sistema formativo e una cultura elitari e privatizzati, contro il declino politico e morale del paese. Ma anche per pretendere riforme giuste, una riqualificazione delle spesa pubblica che abbandoni i tagli indiscriminati, una politica economica che ponga finalmente al centro il lavoro per chi lo cerca per la prima volta e per chi lo ha perso. La riuscita dello sciopero è la dimostrazione palmare che la gente non ne può più di questo governo e di poche misure tampone che non risolvono nulla, anzi peggiorano le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini, come quelle decise ieri dal Consiglio dei ministri. E nelle quali è facile riconoscere la reiterata volontà dell´esecutivo di trasferire ai privati la gestione della cosa pubblica, della politica abitativa e del territorio. Sottraendo persino agli elettori la possibilità di decidere informati se partecipare o meno al voto per i referendum sul nucleare, sull´acqua e sulla giustizia. Parlando a Napoli, Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, lo ha detto chiaramente: il governo mente sapendo di mentire, sui rifiuti, sull´immigrazione, sul piano per il mezzogiorno, sul cosiddetto decreto per lo sviluppo. Ecco perché era indispensabile uno sciopero per imporre il cambiamento, per sollecitare le istituzioni a fare la loto parte con serietà e impegno. Anche perché la condizione dei giovani nel nostro paese è un grande dramma nazionale che la maggioranza parlamentare e il governo si rifiutano di affrontare, respingendo le proposte della confederazione come l´estensione degli ammortizzatori sociali. Al sistema delle imprese, come ha detto Camusso, la Cgil chiede che sia posto termine alla strategia degli accordi separati, delle deroghe, delle violazioni dei diritti di chi lavora. Uno stop alla ricerca affannosa della divisione tra i sindacati, che il governo persegue con tenacia. Ed infine alla Cisl e alla Uil la leader della confederazione di corso d´Italia lancia precisi segnali: basta con gli atti di intolleranza (da sempre estranei alla cultura e alla prassi della Cgil) ma basta anche con gli accordi separati e con una democrazia sindacale dimezzata. Non bisogna rassegnarsi alla divisione, hanno affermato i dirigenti sindacali che hanno parlato nelle cento piazze, riprendiamo a dialogare sulle regole dando la parola ai lavoratori. "Ripartiamo dalle regole e dalle riforme - ha anche detto Camusso - a cominciare dal fisco". Tema sul quale sarebbe davvero possibile una iniziativa unitaria di mobilitazione. Una giornata di protesta forte ma serena, che nessun episodio marginale può in alcun modo oscurare.

Fonte: Rassegna.it

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