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Lettera aperta al Presidente del Consiglio

08-04-2014 10:41 - News Verie
Gent.mo Presidente del Consiglio, a seguito della sua intervista rilasciata pochi giorni fa su RaiTre non potevamo rimanere inerti di fronte alle sue affermazioni superficiali e "sciocche" sul Sindacato. Le dico subito che ci siamo sentiti profondamente umiliati e derisi mentre, cercando l´applauso del pubblico in studio, ha riproposto per l´ennesima volta il solito cliché del Sindacato inteso come lobby oscura ed impegnata nei propri loschi giochi di potere. Ebbene se fosse venuto a trovarci più spesso nelle piazze, nelle fabbriche e sul territorio forse si sarebbe reso conto che c´è tanto altro. Ci sono le storie, ad esempio, di migliaia di lavoratori e lavoratrici che con dedizione hanno dedicato la propria vita alla difesa dei diritti dei lavoratori, ben lontani dagli stereotipi dei fannulloni oziosi che Lei fa respirare tra le righe delle sue parole. Non si può rimanere in silenzio quando, cercando il consenso di qualcuno si strizza l´occhio al più volgare parallelismo tra sindacato e organizzazione ad ostacolo dello sviluppo del paese. Pretendiamo rispetto nella consapevolezza che le industrie che sono rimaste aperte in Italia non lo hanno fatto "nonostante" il sindacato ma "grazie" a quest´ultimo che in moltissimi casi ha combattuto per evitare la delocalizzazione e la chiusura dei siti industriali a fronte di mere valutazioni opportunistiche. Quei diritti che lei invoca per i lavoratori, le ricordiamo che sono il frutto di un contesto ben più ampio che si è realizzato anno dopo anno grazie alle lotte dei lavoratori e dei loro rappresentanti. Basta con il becero attacco ai sindacati, che attraverso i peggiori richiami demagogici si dimentica di descrivere ed evidenziare la parte preponderante di una organizzazione espressione di solidarietà ed altruismo, rappresentandola invece come la matrice di ogni male. Pretendiamo rispetto, caro Matteo, a maggior ragione da un nostro rappresentante che dovrebbe iniziare a considerarsi come soggetto politico di centro-sinistra e che sia chiaro noi vediamo come una risorsa per il futuro sempre che, s´intende, rivaluti questi pericolosi scivoloni populisti e demagogici. Come vede questa lettera parte da basso del sindacato, cioè da quella base indifferente ai battibecchi tra i palazzi del potere perché impegnata ogni giorno sul campo a lottare per i diritti dei lavoratori e che le ripeto si sono sentiti offesi e colpiti dalle sue parole e dai suoi ripetuti atteggiamenti. Per questo le chiediamo: si rende conto delle sue affermazioni? Ritiene di aver agevolato la parte "importante" dei partecipanti dei vari sindacati che stanno cercando di migliorare e far evolvere le proprie organizzazioni? Mentre lei girava per la sua splendida città, proprio quei sindacalisti che lei ha così profondamente offeso si battevano senza sosta per limitare l´avanzata della marea nera del neo liberismo che giorno dopo giorno, nell´indifferenza di buona parte della politica, erodeva i diritti dei lavoratori. Quel sindacato che per molti ha rappresentato l´unico baluardo in un periodo davvero difficile del contesto industriale e sociale del paese. Non ci stiamo a farle sventolare battute sulla tutela delle madri sul lavoro quando è solo grazie al sacrificio degli stessi lavoratori che quelle madri ad oggi qualche diritto (probabilmente insufficiente) lo hanno ottenuto e non per i regali disinteressati dei suoi amici della finanza! A proposito è bene chiarirlo noi siamo a favore della buona imprenditoria, per forme e rapporti tra sindacati e datori di lavoro al passo con i tempi, all´introduzione di forme di tutela rafforzate per le parti più deboli dei lavoratori e delle lavoratrici del nuovo millennio. Per quanto sia difficile sintetizzare in un foglio le mille emozioni che vorrebbero trovare degna descrizione a seguito delle sue parole, quasi a voler assecondare quel senso di rivalsa e di orgoglio ferito dopo tante giornate di lavoro, riteniamo che in questo momento nel bel mezzo di una crisi che appare infinita la cosa migliore sia ragionare ed agire al meglio. Per questo le chiediamo Rispetto per le persone che credono e lavorano quotidianamente nel sindacato, chiediamo un forte segnale di discontinuità con le posizioni che ha espresso fin ora, consapevoli di poter rappresentare vicendevolmente una risorsa indispensabile in questo momento storico che sarebbe sciocco ed irresponsabile disperdere. Ci permetta un´ultima battuta le chiediamo di inserire nelle sue mille citazioni ogni tanto, anche quelle di qualche grande personaggio del sindacato, perché è anche grazie a loro se questo paese ha potuto progredire verso una modello di stato avanzato e democratico. La invitiamo a rileggersi i mille esempi di persone che hanno offerto la vita per altre persone, per un diritto negato, per la difesa di un collega oltraggiato. Noi siamo pronti alle nuove sfide nella speranza di poter condividere, un cammino insieme nel rispetto reciproco delle proprie posizioni, verso una vera svolta del Paese nella consapevolezza che un lavoro "degno" sia l´unico strumento per garantire una società equa ed evoluta. Grazie.

Fonte: Graffiti - articolo di Claudio Zinanni

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