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La riforma del lavoro: ecco cosa cambia

22-03-2012 09:12 - News Verie
Tutti i punti del testo sul quale non si è trovato l´accordo unitario. Dalla modifica dell´articolo 18 ai congedi di paternità. Licenziamenti per motivi economici: non c´è il reintegro del lavoratore, ma solo un indennizzo tra 15 e 27 mensilità Ecco le proposte del governo sulla riforma del mercato del lavoro. Una proposta su cui non c´è accordo, e alla quale la Cgil ha detto subito no, respingendo la modifica dell´articolo 18 e riservando un duro giudizio sull´operato dell´esecutivo. Il premier Monti e il ministro Fornero, però, la considerano abbastanza definita. "Dobbiamo solo definire dei particolari", ha detto il presidente del consiglio. Di seguito i passaggi principali della bozza che verrà inviata alle Camere. Articolo 18. Il governo propone di lasciare il reintegro previsto dall´articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori soltanto per i licenziamenti discriminatori. In questo caso, però, la norma si estenderebbe a tutte le imprese, anche quelle sotto i 15 dipendenti, attualmente escluse salvo che per i licenziamenti discriminatori. Sui licenziamenti disciplinari, la proposta del ministro Fornero è che sia previsto il rinvio al giudice che deciderà il reintegro "nei casi gravi" o l´indennità con massimo 27 mensilità, tenendo conto dell´anzianità. Per i licenziamenti economici è previsto solo l´indennizzo, che va da un minimo di 15 mensilità a un massimo di 27, facendo riferimento all´ultima retribuzione. Ammortizzatori sociali. Per quanto riguarda i nuovi ammortizzatori sociali, il governo dice che partiranno dal 2017, dunque, sarà ancora in transizione nel 2016. Durante la trattativa, il governo aveva fatto riferimento al 2015 come anno per l´entrata a regime dei nuovi ammortizzatori. Apprendistato. Il governo pensa di rafforzare il contratto di apprendistato come contratto principale di ingresso nel mercato del lavoro. Fornero aggiunge che bisogna investire nella formazione e non usare l´apprendistato come flessibilità. Sarà "un apprendistato serio che forma il lavoratore, non un para-apprendistato interpretato solo come una modalità per avere un´entrata flessibile". Nel caso in cui il lavoratore non fosse poi confermato "vogliamo - continua la Fornero - che quel periodo gli valga qualcosa. Si potrebbe pensare a una certificazione delle competenze professionali che ha acquisito, in modo che se non è confermato possa spenderle altrove". L´Aspi. L´assicurazione sociale per l´impiego sostituirà l´odierno sussidio di disoccupazione. Sarà versata per 12 mesi (a regime 18 per gli over 55) e con importi lordi massimi - per il primo semestre, poi destinati a ridursi del 15% ogni sei mesi - di 1.119 euro al mese. Il suo arrivo graduale abolirà la mobilità. Partite Iva. La proposta del governo sulle partite Iva prevede l´introduzione di lavoro subordinato dopo 6 mesi, se la prestazione di lavoro è presso un committente. Donne. Per favorire l´occupazione delle donne e per conciliare i tempi di lavoro e famiglia verranno sperimentati dei congedi di paternità obbligatori che saranno finanziati dal ministero del Lavoro. Nella riforma c´è poi una norma "contro le dimissioni in bianco". Contratti a termine. Il contratto di lavoro a tempo indeterminato "diventa quello che domina sugli altri per ragioni di produttività e di legame tra lavoratori e imprese", dice a parole la Fornero. Vincoli "stringenti ed efficaci" saranno posti sui contratti intermittenti e su quelli a progetto, rassicura ancora il ministro. I contratti stagionali e sostitutivi verranno esclusi dall´aliquota addizionale dell´1,4% prevista invece per i contratti a tempo determinato per finanziare l´Aspi. Mentre l´aliquota del´1,4% è confermata per i contratti a tempo determinato per finanziare la nuova Assicurazione sociale per l´impiego (Aspi). Inoltre dopo 36 mesi di contratti a tempo determinato scatterà l´assunzione a tempo indeterminato. Stage. Non sarà più permesso alle aziende fare stage gratuiti per i giovani al termine di un ciclo formativo, "ad esempio dopo il dottorato". E´ ancora da chiarire che forma avrà il lavoro in questi casi, ma sicuramente sarà prevista una retribuzione: "Se vai in un´azienda a lavorare non lo fai gratis. Magari hai una collaborazione o un contratto a tempo determinato, ma il lavoro lo devi pagare". Altri interventi da prevedere. La riforma prevede anche delle fasi successive relative alla riduzione della durata dei processi del lavoro e le strutture per l´inserimento nell´impiego, che dovranno essere decise d´accordo con la Regioni. Congedi di paternità. Si prevede la sperimentazione dei congedi di paternità obbligatori finanziati dal ministero del Lavoro, così da favorire l´occupazione delle donne. Fondi di solidarietà. Il governo è pronto a mettere in campo dei fondi di solidarietà pagati dalle imprese per sostenere i lavoratori anziani che perdano il lavoro. A essere coperti non sarebbero solo lavoratori esodati o prepensionati, ma anche quelli licenziati.

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