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La manifestazione di Ostia contro la mafia

17-11-2017 09:20 - News Generiche
In piazza Anco Marzio ad Ostia si è accesa una luce. Perché la democrazia muore nell´oscurità, che piace invece alle mafie. Mentre l´informazione libera è lo strumento più forte per mantenere accesa questa luce. Lo hanno capito i giovani di questo enorme quartiere di Roma che si affaccia sul mare, che in quella piazza, piena di giornalisti sotto scorta, ma anche di tanti cittadini, associazioni e sindacati, cantano "no alla mafia e no al fascismo" e gridano soprattutto che loro paura non ne hanno.

La sensazione è proprio questa: una piazza che sconfigge la paura, migliaia di teste molto più forti di una testata. Lo si percepisce chiaramente dalle parole dei cronisti colpiti o minacciati, come Daniele Piervincenzi, con il suo naso fasciato sopra a un grande sorriso: "Sono felice di essere tornato ad Ostia e di incontrare voi".

Ma non c´è solo lui. Sono tante le "penne scomode" che salgono sul palco allestito da Fnsi e Libera. Da Paolo Borrometi a Sandro Ruotolo, insieme a cronisti dalla Calabria e dalla Campania, tutti con la penna in una mano e la Costituzione nell´altra. Tra di loro c´è anche Federica Angeli, altra vittima degli Spada, minacciata ripetutamente insieme alla sua famiglia: "L´ho promesso ai miei figli e una mamma mantiene sempre le promesse - dice con emozione dal palco - la mia penna continuerà a scrivere per Ostia, perché oggi non sono più sola, dietro di me c´è un noi".

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