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L´ARCA che vogliamo

13-10-2009 - News Verie
Il mandato fondamentale che caratterizza l´attuale gestione dell´Arca è la sua riorganizzazione a tal fine gli obiettivi che ci siamo posti sono molti ed estremamente ambiziosi. La riorganizzazione è imposta dalla necessità di adeguare l´Associazione alle trasformazioni che per effetto dei cambiamenti e dei nuovi equilibri economici, dei fenomeni dovuti alla globalizzazione, dalle metamorfosi delle imprese dalle quali non sono scampate nemmeno le aziende del ns Settore, hanno determinato una modifica del mondo del lavoro nel suo complesso, cambiando la società civile e i modi di vita, determinando nuovi bisogni nei lavoratori. Il dinamismo sociale e il crescere di esigenze e proposte, tipici di società avanzate come la nostra, fanno nascere aspettative inedite e profondamente diversificate . In tale contesto il tempo di non lavoro ha assunto peso specifico primario quando si cerca di misurare il grado di soddisfazione delle persone. Una società che si ritiene avanzata non può più prescindere da una attenta riflessione intorno a un moderno concetto di Welfare Sociale. Su questo terreno ormai, in questi ultimi anni, le aziende più attente investono e creano politiche di benessere nei riguardi dei propri dipendenti, seguendo la politica della cosiddetta " Responsabilità Sociale d´Impresa". Lo sviluppo del Terzo Settore sta assumendo ruolo ed importanza nella politica generale del ns Paese. E´ indubbio che l´Arca ne rappresenta un modello avanzato, ma certo non può prescindere dalla necessità di adeguarsi e correggere il suo modo di essere in funzione di questi nuovi bisogni. Se non riuscissimo a cogliere questo obiettivo correremmo il rischio di vedere anche le ns Aziende avventurarsi in scelte autonome, distanti dall´Arca, allontanandosi da quello spirito di integrazione e collaborazione Management-Lavoratori, che ancora oggi rappresenta il cuore pulsante dell´Associazione e che rende l´Arca unica nel suo genere. Nel sottolineare questo, dobbiamo comunque stare attenti, mentre ci strutturiamo, a non cadere in una facile ricostruzione piena di retorica e spenta ideologia. Spesso traspare nel modo di agire dell´Associazione, in particolare da noi che la dirigiamo, una concezione funzionale che risente di una visione strategica del tempo di non lavoro che si rifà a concetti passati, appartenenti ad una visione della società e delle imprese che non c´è più, caratteristica dei vecchi dopolavoro. Dobbiamo prendere atto che l´ideal tipo delle ns aziende non somiglia più neanche lontanamente a quell´azienda dove il tempo di lavoro era rigorosamente definito oramai, grazie ai moderni sistemi tecnologici, è sempre più possibile organizzare il modo di lavorare a prescindere dalle ore della giornata è così che tempo di lavoro e quello di non lavoro si mescolano, determinando nuovi modi di operare da parte dei lavoratori e conseguentemente nuove esigenze. Deve essere lo spirito di cooperazione tra l´Arca, associazione no profit del Settore Elettrico, e le Aziende che ne fanno parte, il profilo sul quale lavorare nella ricerca di idee innovative che sappiano cogliere gli elementi di qualità sociale e dare risposta a queste nuove necessità. Inoltre l´Associazione deve riuscire a riformarsi seguendo un severo criterio di ottimizzazione dei costi, al fine di favorire la ridistribuzione delle risorse, per permettere di garantire il sostegno sia delle attività sociali e contributive, che storicamente caratterizzano l´ARCA, sia ricercando di sviluppare altri ambiti, come il turismo sostenibile ed eco-solidale, nonché la scoperta e il confronto con nuove arti e culture, sostenendo iniziative di bene comune, comprendendo un moderno rapporto con le ONLUS e ONG. In sostanza strutturare intorno al concetto di crescita culturale, sociale e di benessere della persona, una organizzazione in grado di individuare nuovi temi, aggiornando e qualificando quanto di buono si è fatto fino ad oggi, secondo il saggio detto popolare di non gettare via il bambino con l´acqua sporca. Per rispondere all´esigenza d´innovazione ci stiamo dotando di strumenti informatici che permetteranno una nuova ed ampliata politica dei servizi al socio, grazie ai quali dovremo essere capaci di comunicare e di espanderci, aggiungendo a tutto questo un moderno e più efficace lavoro di service al Fisde. Sulla base di questi criteri il Direttore ha consegnato alle OO.SS. una proposta di ristrutturazione che a mio avviso va in questa direzione. La ristrutturazione dovrà quindi rispondere ad esigenze di ottimizzazione come dicevamo sopra, intervenendo in particolare sul personale, sul patrimonio, su procedure e sistemi operativi, sul rapporto con i soci, sulla comunicazione, sui sistemi di verifica e controllo della qualità, su nuovi servizi come il people care. La nuova Arca si strutturerà in una articolazione dei territori passando dalle attuali 20 strutture regionali a 11, garantendo comunque la copertura dei servizi al socio, sia attraverso il mantenimento degli sportelli fissi, sia con l´istituzione di ulteriori sportelli volanti. In merito agli sportelli fissi va comunque fatta una valutazione sul loro mantenimento in funzione del numero di soci attualmente serviti, prevedendo, di norma, la chiusura di quelli al disotto dei 200. L´accorpamento di alcune regioni e la chiusura di alcuni sportelli non deve essere equivocata il nuovo "imprinting" sociale non potrà prescindere da un forte connubio con il governo del territorio e prendere spunto da quanto viene prodotto per dare corpo e sostegno all´attività nazionale, la quale deve continuare ad avere una funzione di governo e d´indirizzo, facendo da volano e d´intervento solidale per le realtà più piccole e/o in difficoltà. In conclusione, mi preme sottolineare che, qualunque operazione di cambiamento si possa pensare, nessuna ha speranza di successo se non viene accompagnata da una coerente politica del personale. Per troppo tempo l´Arca è stata gestita sottovalutando il valore aggiunto che il personale è riuscito a garantire nei riguardi dell´associazione stessa e nel rapporto con i soci. Il merito degli attuali risultati che l´Arca riesce a raggiungere lo si deve soprattutto a loro. Ci vogliamo dare un programma molto ambizioso che necessita di un cambiamento epocale anche delle forme di contributo della tecnostruttura. Abbiamo detto della necessità di ampliare le attività e i confini dell´associazione, modificarne il profilo in termini di qualità e bene comune, puntando sulla creatività ed innovazione di idee e proposte. Pensare che tutto questo sia possibile ottenerlo senza un coinvolgimento dei dipendenti nel sostegno al processo decisionale è del tutto velleitario. Pertanto l´Arca dovrà saper accompagnare la sua trasformazione strutturale con una coerente politica del personale, gestita per obiettivi, rispetto ai quali tarare un sistema di gratificazione e coinvolgimento che comprenda una crescita professionale e salariale. Mi rendo conto che l´impegno che ci aspetta è arduo e difficoltoso, ma credo che non ci siano alternative: se vogliamo rendere l´Arca adeguata alle esigenze e ai cambiamenti che il terzo millennio ci sta imponendo, questa è la strada. VICE PRESIDENTE NAZIONALE FERRUCCIO VALLETTI

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