11 Agosto 2020
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JOBS ACT : RINVIO ALLA CORTE COSTITUZIONALE PER UNA VERTENZA PROMOSSA DALLA CGIL

04-09-2017 15:01 - Mercato del lavoro
Il caso : la ricorrente a causa ha subito un licenziamento dopo poco tempo dall'assunzione, a seguito di crescenti problematiche di carattere economico-produttivo che- a detta dell'azienda - non avrebbero consentito il proficuo proseguimento del rapporto di lavoro .La stessa azienda ha quindi agito il licenziamento per giusta causa
La giudice romana sottolinea i punti fondamentali per i quali il decreto nr 23/2015 contrasti con molti principi costituzionali, anche sostenuti dalla Cgil :
-l'indennità risarcitoria stabilita dalle norme del Jobs Act non ha carattere nè compensantivo per il danno che il lavoratore subisce in caso di licenziamento illegittimo , nè dissuasivo nei confronti di licenziamenti facili
- gli articoli 4 e 35 della Costituzione, che tutelano il diritto al lavoro e ne fanno l'architrave della Carta , sono disattesi nella sostanza in quanto vengono monetizzati con un controvalore fisso e irrisorio (da 2 a 24 mensilità)
- contrasto con gli art 117 e 76 della Costituzione , in quanto la sanzione pe ril licenziamento illegittimo appare inadeguata rispetto a quanto stabilito da fonti sovranazionali come la Carta di Nizza e la Carta Sociale Europea (art.24 della CSE)
La pronuncia del Tribunale di Roma - allegata - rappresenta un significativo passo nella direzione auspicata dalla Cgil, e consente di portare il contratto a tutele crescenti alla valutazione della Corte Costituzionale.
La CGIL continuerà per arrivare al ripristino di norme che consideriamo fondamentali principi di civiltà, come sostenuto nella Carta dei diritti universali del lavoro
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