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Il governo boccia la CIG lunga

12-03-2010 - News Verie
Il governo ha dato parere negativo all´emendamento che allunga la durata della cassa integrazione ordinaria dalle attuali 52 settimane a 78 settimane. Lo ha annunciato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: "Bastano i nuovi strumenti" Il governo ha dato parere negativo all´emendamento che allunga la durata della cassa integrazione ordinaria dalle attuali 52 settimane a 78 settimane. Lo annuncia il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, in merito alla norma approvata ieri in commissione Lavoro alla Camera. Sacconi ha motivato il no del governo spiegando che "i nuovi strumenti già proteggono bene i lavoratori delle aziende in crisi" e aggiungendo che l´esecutivo chiederà a imprese e sindacati di lavorare per un avviso comune sull´orario di lavoro per renderlo più flessibile. "Le intenzioni annunciate" dal ministro per il segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni "confermano la concezione di inutilità del ruolo del Parlamento e la pervicacia nel non dare risposte adeguate alla crisi e alle ricadute che questa provoca sul lavoro". Quella approvata dalla Commissione e bocciata dal ministro, rileva il sindacalista, è "una norma peraltro parziale (la richiesta della Cgil e di quasi tutte le forze sociali è del raddoppio), con scarsissimo finanziamento e nonostante questo per il ministro è comunque troppo". "Anche il governo - aggiunge Fammoni - deve ammettere che il 2010 è un anno molto difficile per l´occupazione, sarà per questo che boccia norme come il prolungamento della Cig ordinaria e invece, parlando del problema dell´occupazione giovanile, approva norme come quelle sul processo del lavoro che produrranno deroghe e meno tutele in particolare proprio per i giovani. Saranno anche questi temi al centro dello sciopero generale del 12 marzo". Per Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera, "l´opposizione di Sacconi alla estensione della durata della cassa integrazione ordinaria è molto grave. Il ministro del Lavoro dimostra, così, di non comprendere la profondità della crisi e di non voler accogliere gli strumenti di tutela richiesti a gran voce e da tempo dalle parti sociali. Ci troviamo di fronte a un ministro autoreferenziale che ritiene inutile tutto quello che non decide lui. In questo caso arriva al punto di ripudiare una proposta unitaria della commissione Lavoro della Camera disprezzando con argomenti infondati il lungo e ben documentato lavoro per migliorare gli ammortizzatori sociali, smentendo in questo modo gli esponenti del suo stesso partito".

Fonte: Rassegna.it

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