28 Settembre 2020
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I CONTI NON TORNANO

04-12-2017 09:31 - News Generiche
La Cgil è tornata in piazza con una manifestazione nazionale organizzata in cinque città: Roma, Torino, Palermo, Bari e Cagliari. Un´occasione per lanciare un segnale forte al governo, dopo lo scontro al tavolo sulla previdenza, con le proposte messe sul tavolo dall´esecutivo considerate "insufficienti", ma anche alle altre forze sindacali, con cui si è consumato lo strappo. "Bisogna ricostruire i fili" con Cisl e Uil, ha detto la segretaria Susanna Camusso.Anche perché - ha ribadito nel corso del suo intervento finale - "divisi si è più deboli". La leader sindacale ha quindi annunciato una nuova prossima iniziativa: "Continuiamo a lavorare per programmare la prossima mobilitazione generale, che, ve lo posso assicurare, non è lontana nel tempo".

Un intervento, quello della segretaria, che ha toccato molti dei tasti dolenti del confronto con il governo. Dal tema del contratto del pubblico impiego che - ha detto - "vogliamo che si rinnovi non solo che venga annunciato", a quello delle assunzioni pubbliche. Su questo punto - ha sottolineato - sono stati fatti "passi avanti" ma ad esempio "la norma per stabilizzare i precari della ricerca così com´è non va bene".

Camusso ha parlato anche degli ultimi casi di cronaca, come la lavoratrice licenziata da Ikea per non avere rispettato gli orari imposti dall´azienda, impossibili però per lei in quanto madre separata di due figli di cui uno disabile. "Marica ha saputo alzare la testa", ha detto Camusso e riferendosi all´azienda ha aggiunto: "Non ci crediamo che non si possa avere un turno che concili le sue esigenze".

Un passaggio strettamente legato anche al tema dei licenziament. "L´articolo 18 non è un totem ideologico ma una necessità concreta per evitare divisioni nel mondo del lavoro. Protegge dai licenziamenti ingiustificati e discriminatori sempre più numerosi", ha evidenziato.

"Siamo in piazza perché non c´è l´attenzione che deve essere data al lavoro, perché il governo ha disatteso gli impegni che aveva preso con noi un anno fa sulla previdenza - aveva detto Camusso prima di salire sul palco - perché bisogna dare una svolta anche sulla qualità del lavoro, perché bisogna pensare al futuro di questo Paese, in particolare ai giovani e alle donne, a cui continuano a non venir date risposte". "Gli impegni disattesi - ha continuato- si riferiscono all´accordo che si fece nel settembre dell´anno scorso con il governo che prevedeva la definizione di norme previdenziali per le lavoratrici, per i giovani; impegni per rivedere una legge profondamente ingiusta. Per quello che riguiarda le pensioni il Governo ha disatteso impegni presi un anno fa.´´

I TEMI DELLA MANIFESTAZIONE
Le rivendicazioni, sono "bloccare l´innalzamento illimitato dei requisiti per andare in pensione, garantire un lavoro dignitoso e un futuro previdenziale ai giovani, superare la disparita´ di genere e riconoscere il lavoro di cura, garantire una maggiore liberta´ di scelta ai lavoratori su quando andare in pensione".

E ancora, "favorire l´accesso alla previdenza integrativa" e "garantire un´effettiva rivalutazione delle pensioni". Ma le motivazioni della mobilitazione non si fermano alla previdenza, il sindacato di corso d´Italia chiede anche di "cambiare la legge di bilancio per sostenere lo sviluppo e l´occupazione", di "estendere gli ammortizzatori sociali", di "garantire a tutti il diritto alla salute" e di "rinnovare i contratti pubblici".

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