30 Ottobre 2020
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Giovani disposti a tutto NON +

16-11-2010 12:20 - News Verie
GIOVANI DISPOSTI A TUTTO NON+ LINK www.nonpiu.it LINK spot NON + "Giovani disposti a tutto", anzi, "non +". A dirlo, con forza, è la Cgil, che oggi in una conferenza stampa "ha svelato il mistero", presentandosi come autore della campagna che dal 30 ottobre ha suscitato interesse, curiosità e ottenuto oltre 70.000 visite sul sito Internet e quasi 6.000 fan su Facebook. "Non +" è anche la parola d´ordine, il motto della manifestazione indetta dal più grande sindacato italiano per il 27 novembre, a Roma. "Oggi abbiamo deciso di svelarvi chi stava dietro alla campagna", ha detto il nuovo segretario della Cgil, Susanna Camusso, che si è presentata con un adesivo sulla giacca con su scritto proprio "Non +". La Cgil, dunque, riparte dai giovani, colmando una distanza che si era creata soprattutto negli ultimi dieci anni, e non solo con la Cgil. I confederali sono accusati da tempo di rappresentare i pensionati molto più che i giovani. E il primo passo, la prima uscita pubblica di Camusso è proprio una campagna che mette al centro i giovani, e che innova anche nel linguaggio: il "mistero", lo stile provocatorio usato è un modo anche formale di rompere con il passato. "Ci sono molti pregiudizi sui sindacati, speriamo di averne smontato qualcuno - afferma Camusso - Un primo pregiudizio è che tutto venga dall´alto, e che non ci sia spazio per l´autogestione. Questa campagna non ha nulla di tradizionale nella gestione, qualche volta la Cgil sperimenta se stessa, e i nostri giovani hanno sperimentato come si costruisce un futuro di parola, di presenza. Io penso che questo sia un altro messaggio positivo: abbiamo usato un metodo non per nascondere noi, ma per essere protagonisti in un altro modo". Verrebbe da pensare che il "Non +" sia anche riferito alla Cgil, ma Camusso respinge quest´ipotesi: "No, il non + è per i giovani che sono costretti a lavorare in un modo che non rispetta la loro dignità e i loro diritti. Noi non ci sentiamo un´organizzazione che non ha i giovani. E´ uno stereotipo. Ciò che giustamente i giovani ci rimproverano è che non riusciamo a dare loro abbastanza voce. Pensiamo che lo sforzo vero di questa campagna sia stato quello di raggiungere i giovani che sono invisibili perché ricattabili, condizione che non permette loro di essere iscritti al sindacato. Il ´non più´ signifca anche questo: proviamo a darci voce reciprocamente". E infatti i giovani saranno al centro della manifestazione indetta per il 27 novembre, spiega Ilaria Lani, responsabile giovanile della Cgil: "Grazie alla nostra campagna nasceranno dei comitati locali, attraverso i quali costruiremo un movimento che sarà in piazza il 27 novembre, e poi continueremo nei prossimi mesi, è giunto il momento per avere risposte sui diritti: il diritto ad avere un welfare, gli ammortizzatori sociali, l´indennità di disocccupazione. Quando mancano i diritti c´è l´umiliazione, c´è lo sfruttamento. Vogliamo dire che i giovani che hanno studiato, che hanno tante competenze, meritano una prospettiva". Va nella direzione opposta al riconoscimento dei diritti dei giovani, afferma Camusso, lo "Statuto dei Lavori" messo a punto dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che sostituirebbe lo storico "Statuto dei lavoratori", ripetutamente messo in discussione dal governo e dalle organizzazioni imprenditoriali negli ultimi anni: "Sacconi con la cancellazione dello Statuto dei lavoratori, perché di questo si tratta, fa due operazioni. Si cancella l´articolo 18 ma anche il diritto della libertà di associazione sindacale. Che si pensi se tutto questo può essere azzerato è un´ingiustizia e un´idea di società insopportabile". "Sacconi - ha proseguito Camusso - convinto che tutto in Italia vada bene, ha deciso di inviare alle parti il testo che considera la premessa allo Statuto dei lavori". Il dirigente sindacale ha spiegato che questo testo contiene fondamentalmente due articoli: "Il primo è una delega al governo che a quel punto può fare tutto. Siamo di fronte a vette di autoritarismo mai conosciute. Nel secondo si dice che lo Statuto dei lavoratori deve parlare ai lavoratori dipendenti ma anche ai co.co.pro. che abbiano un unico rapporto di committenza. Non si vuole costruire un sistema di diritti più avanzati ma consolidare la prospettiva di un lavoro precario". Riferendosi poi alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Collegato lavoro, ha spiegato che "dal documento si vede che i lavoratori hanno 60 giorni di tempo per poter decidere se fare ricorso per avere il riconoscimento dei propri diritti oppure aspettare, sperando che questo tipo di lavoro abbia comunque una continuità". Ma questa possibilità, fa notare il segretario della Cgil, presuppone una parità sostanziale tra lavoratore e datore di lavoro: le cose non stanno così. "Sin dall´inizio - ha sottolineato Camusso - abbiamo detto che nel Collegato lavoro la figura del datore di lavoro non ha lo stesso peso di quella del lavoratore". www.noipiù.it

Fonte: Repubblica.it

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