24 Settembre 2020
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Giovani CGIL, ecco la ricetta per liberarci dalla precarietà

20-02-2012 09:46 - News Verie
Oggi su 100 assunzioni soltanto 18 sono a tempo indeterminato. Un´eccessiva flessibilità in entrata denunciata dalla CGIL che avverte: "la lotta alla precarietà deve essere la vera priorità della riforma del mercato del lavoro". La CGIL ribadisce la necessità di incentivare ´buona´ occupazione se si vuole garantire il futuro ai giovani, non si può percorrere la strada delle diminuzione dei diritti "è uno schema già percorso e fallimentare". Per azzerare la precarietà ed estendere i diritti i giovani della CGIL hanno individuato tre capisaldi: la riduzione delle 46 tipologie contrattuali, il contrasto agli abusi attraverso regole chiare e l´aumento del costo e dei compensi del lavoro discontinuo e la garanzia anche per i precari di una reale continuità di reddito. Ridurre le forme contrattuali. Sono 46 le forme contrattuali esistenti. 46 strade diverse di accesso al mercato del lavoro, divise tra rapporti di lavoro subordinati (26 forme, di cui ben 6 rapporti part-time), para subordinati (4 forme), speciali e autonomi (16 forme). Un´eccessiva flessibilità funzionale ad abbassare il costo del lavoro, che si traduce in riduzione dei diritti soprattutto per le giovani generazioni. L´80% delle nuove assunzioni sono precarie, una tendenza che va arrestata, spiega la CGIL, attraverso una drastica diminuzione delle tipologie contrattuali che riporti i contratti a termine alla loro originaria funzione di eccezionalità e valorizzi l´apprendistato come strumento di formazione e accesso per i giovani al mondo del lavoro. "Ad una lavoro stabile deve essere associato un contratto stabile. Chi fa un lavoro subordinato deve avere un contratto subordinato" affermano i giovani della CGIL che sottolineano innanzitutto la necessità di abrogare le forme di lavoro più precarizzanti, sia nel privato che nel pubblico. "Il lavoro strutturalmente discontinuo, ribadiscono i giovani della CGIL, deve essere pagato di più, costare di più alle aziende e prevedere tutte le tutele sociali: malattia, maternità, previdenza, disoccupazione" Continuità di reddito. Altra questione che, per i giovani della CGIL, deve essere immediatamente affrontata è l´assenza di misure di sostegno al reddito nelle frequenti fasi di non lavoro. I lavoratori precari, infatti, non possono accedere alle varie forme di cassa integrazione (ordinaria e straodinaria), alla mobilità, né tantomeno all´indennità di disoccupazione, nonostante siano i soggetti più esposti a frequenti fasi di non lavoro. Per questo, affermano "è necessario riformare in senso estensivo gli ammortizzatori sociali in modo da garantire la continuità di reddito". Intanto, crescono le iniziative promosse dai ´Giovani NON+ disposti a tutto´ in programma nelle varie città italiane, importanti occasioni di confronto e dibattito su come ´Liberarsi dalla precarietà´. Per conoscere i vari appuntamenti consulta il sito www.nonpiu.it

Fonte: CGIL.it

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