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Filctem Cgil: 6 idee per l´Italia

08-04-2014 11:25 - News Verie
Energia, acqua, made in Italy, green economy, farmaceutica e relazioni industriali. Sono questi i temi delle "sei idee per l´Italia" elaborate dalla Filctem Cgil in occasione del suo secondo congresso nazionale, che si tiene da oggi (martedì 8 aprile) a giovedì 10 a Perugia. La prima "idea" riguarda l´energia, con il passaggio dal vecchio modello (petrolio, gas, carbone) al nuovo, centrato su efficienza, risparmio energetico e fonti rinnovabili. Un passaggio che va sostenuto da alcune azioni: la salvaguardia del patrimonio del paese (come raffinerie, rigassificatori e centrali elettriche), l´abbassamento del prezzo e l´introduzione di un nuovo sistema tariffario, la valorizzazione degli investimenti per diminuire costi e dipendenza energetica dall´estero, il finanziamento della ricerca e della chimica di base e "verde", l´aiuto alle imprese mediante sconti sull´Iva e sulle accise per l´energia elettrica. La seconda idea riguarda l´acqua, in particolare il malfunzionamento delle reti di distribuzione che causa oltre il 30 per cento di dispersione. La Filctem Cgil propone un piano nazionale di risanamento (pari a 65 miliardi in 30 anni), una moderna gestione industriale del servizio (distinguendo la programmazione dalla regolazione), l´aggregazione delle gestioni pubbliche in una dimensione regionale, rafforzando così il controllo pubblico sul ciclo integrale delle acque e superando la frammentazione delle competenze. Per quanto concerne il made in Italy, la ricetta del sindacato prevede il contrasto a ogni forma di irregolarità sul lavoro che determina concorrenza sleale, il rinnovamento dei distretti industriali, il superamento dei costi energetici per attenuare lo svantaggio competitivo con l´estero, la riduzione degli oneri burocratici e l´implementazione del sistema dei servizi, la predisposizione di strumenti di finanza straordinaria per rinnovare il rapporto di fiducia tra banche e aziende. La quarta "idea" per rilanciare il paese è lo sviluppo della green economy nel campo della chimica (il 23,6 per cento delle imprese è già green). Il sindacato propone un vero e proprio piano di politica industriale fondato sulla velocità dei tempi autorizzativi per gli investimenti, sulla modernizzazione di infrastrutture e piattaforme logistiche, su prezzi dell´energia in linea con quelli europei, sull´incentivazione della ricerca e sulla bonifica dei siti di vecchio insediamento per ridurne l´impatto ambientale. Riguardo la farmaceutica, la Filctem Cgil intende frenare la "fuga" delle multinazionali dall´Italia e la conseguente costante perdita di addetti (12 mila negli ultimi sei anni), incentivando ricerca e sviluppo, utilizzando parte dei risparmi del Servizio sanitario nazionale derivanti dall´utilizzo dei farmaci generici e defiscalizzando gli utili reinvestiti in ricerca dalle aziende private. La sesta e ultima proposta è sulle relazioni industriali, con l´obiettivo di rendere "virtuosi" lavoratori e imprese. Punto fermo rimane il contratto nazionale, cui si deve la costruzione di un modello che eserciti un´equa politica dei redditi, diritti universali e welfare contrattuale integrativo. Sempre su questo versante, la Filctem Cgil intende continuare sulla strada degli accorpamenti contrattuali e sulla fusione dei fondi di previdenza complementari e sanitari, e sul completamento dell´unificazione dei Ccnl gas-acqua ed energia, quelli tra Confapi e artigiani, e l´omogeneizzazione della filiera del made in Italy, con un contratto che includa tessile e comparti manifatturieri.

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