29 Settembre 2020
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Donne, il 37% lascia il lavoro per la cura dei figli

29-12-2011 15:37 - News Verie
Dati Istat: impiego e prole ancora incompatibili, 702mila occupate hanno lasciato per dedicarsi ai figli minori di 8 anni. L´assenza dal lavoro riguarda molto meno i padri. Ma tutti i lavoratori con figli chiedono una migliore conciliazione dei tempi Quattro donne su dieci interrompono il lavoro per prendersi cura dei figli. A renderlo noto è l´Istat, in un rapporto dedicato alla questione della conciliazione tra lavoro e famiglia. Secondo l´istituto - scrive l´Adnkronos -, sono infatti 702mila le occupate con figli minori di 8 anni che dichiarano di aver interrotto temporaneamente l´attività lavorativa per almeno un mese dopo la nascita del figlio più piccolo (il 37,5% del totale delle madri occupate). L´assenza temporanea dal lavoro per accudire i figli continua a riguardare, invece, solo una parte marginale di padri. Anche il congedo parentale è utilizzato prevalentemente dalle donne. Questo riguarda una madre occupata ogni due a fronte di una percentuale del 6,9% dei padri. In generale, dall´indagine emerge che quasi quattro italiani su 10 dedicano tempo ad assistenza e accudimento e circa un terzo degli occupati con figli è insoddisfatto del tempo dedicato alla famiglia. Sono infatti circa 15 milioni 182mila (il 38,4% della popolazione di riferimento), spiega l´Istat, le persone che nel 2010 dichiarano di prendersi regolarmente cura di figli coabitanti minori di 15 anni, oppure di altri bambini, di adulti malati, disabili o di anziani. Il 27,7% delle persone tra i 15 e i 64 anni ha figli coabitanti minori di 15 anni, il 6,7% si prende regolarmente cura di altri bambini e l´8,4% di adulti o anziani bisognosi di assistenza. Quasi 3 milioni e mezzo di occupati con figli o con altre responsabilità di cura (il 35,8% del totale) vorrebbe modificare l´equilibrio tra lavoro retribuito e lavoro di cura: il 6,7% dedicando più tempo al lavoro extradomestico e il 29,1% trascorrendo più tempo con i propri figli o altre persone bisognose di assistenza.

Fonte: Rassegna.it

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