05 Luglio 2020
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Disegno di legge 1441: deroga alle norme ci CCNL

18-10-2010 - News Verie
Passa dunque, con pochissime modifiche, all´attenzione del senato il ddl 1441 quater presentato dai ministri Tremonti, Scajola, Brunetta, Sacconi, Calderoni e Alfano contenente "Delega al Governo in materia di lavori usuranti e di riorganizzazione di enti, misure contro il lavoro sommerso e norme in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro". Il ddl governativo è di estrema importanza per l´impatto che potrà avere sul mercato del lavoro e sul sistema delle relazioni sindacali. Necessita dunque di un approfondimento analitico che non mancherà di essere pubblicato in futuro. E´ comunque già disponibile - cfr. articoli correlati in basso - un primo commento del Dott. Giovanni Cannella (Giudice del Lavoro, Magistratura Democratica). Preme tuttavia segnalare sin d´ora come l´intero impianto normativo sia finalizzato ad introdurre possibilità di deroga nei confronti di norme imperative che ad oggi rappresentano altrettanti capisaldi del sistema di tutele del lavoro. In particolare, quello che lascia più perplessi, è l´ostinazione con cui si insiste nel "sponsorizzare" lo strumento della c.d. certificazione (già introdotta dal precedente Governo Berlusconi con il D. Lgs. 276/2003, tristemente noto come "Legge Biagi" anche se, a dire il vero, non fu il Professor Biagi a redigerne l´articolato bensì un di lui collaboratore, successivamente diventato anch´esgli Professore, Marcello Tiraboschi). La possibilità di derogare a norme imperative, che tutelano il lavoro, mediante accordi "certificati" da appositi organismi costringerà, in pratica, il lavoratore a sottoscrivere contratti, predisposti ovviamente dal datore di lavoro, con cui verrà disciplinato il rapporto di lavoro nei suoi aspetti più importanti, quali il potere di licenziare e le conseguenze del licenziamento illegittimo, che ovviamente prevederanno in capo al datore l´obbligo di corrispondere penalità pecuniarie di minima entità specie se confrontate con le sanzioni attualmente in vigore che sono ben più gravose. Si pensi ad esempio al caso di un rapporto di lavoro autonomo non genuino dietro cui viene dissimulata una sostanziale subordinazione: oggi la sanzione prevista dall´ordinamento consiste nella "riqualificazione" di quel rapporto in termini di lavoro subordinato con la conseguente applicazione di tutte le norme di tutela previste, appunto, per il lavoro subordinato domani, probabilmente, consisterà in una mera penalità pecuniaria: qualche migliaio di euro ed il lavoratore sarà messo fuori dall´azienda senza nulla più temere. Tutto ciò sembra francamente sconcertante non solo per gli effetti pratici appena illustrati ma, soprattutto, perchè tale disposizione sembrerebbe essere incostituzionale. La Corte Costituzionale si è infatti già pronunciata a proposito affermando che "non è consentito al legislatore di autorizzare le parti ad escludere direttamente o indirettamente, con la loro dichiarazione contrattuale, l´applicazione della disciplina inderogabile prevista a tutela dei lavoratori" e che "i principi, le garanzie e i diritti stabiliti dalla Costituzione in questa materia sono e debbono essere sottratti alla disponibilità delle parti" (sentenze n. 115/94 e 121/93, richiamate recentemente da Cass. Sez. Lav. n. 21591/08). Pubblichiamo quindi il testo approvato dalla Camera dei Deputati ed il resoconto stenografico della seduta plenaria affinchè ognuno possa farsi la propria opinione.

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