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DOCUMENTO CONCLUSIVO XVII CONGRESSO

09-05-2014 17:11 - News Generiche
DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL XVII CONGRESSO NAZIONALE DELLA CGIL approvato dalla maggioranza della Commissione Politica Il XVII Congresso della CGIL riunito a Rimini il 6, 7, 8 maggio 2014 approva la relazione e le conclusioni del Segretario Generale e assume il dibattito. I contenuti della Premessa e le Azioni del documento congressuale "Il lavoro decide il futuro" sono parte integrante del presente documento. Il Paese è ancora nel mezzo di una crisi economica e sociale profondissima, le condizioni di milioni di persone si aggravano e aumentano le diseguaglianze economiche, sociali e territoriali, con il Mezzogiorno sempre più impoverito. E' necessario un piano straordinario di investimenti produttivi, sostenuto anche dalla finanza pubblica, per intraprendere la via della crescita, dello sviluppo e di un rinnovato welfare per offrire nuove prospettive di lavoro e di occupazione. Creare lavoro significa incidere sulla qualità dello sviluppo. Nell'assumere il Piano straordinario europeo di investimenti proposto dalla CES, la critica radicale alle politiche di austerità e rigore, la necessità del progetto dell'Europa sociale e politica, la CGIL conferma e rilancia il proprio "Piano del Lavoro", asse strategico della sua iniziativa, nel quale sono indicate le linee innovative di intervento necessarie per confermare l'Italia come un grande paese a vocazione industriale e manifatturiera, chiamando a raccolta tutte le risorse pubbliche e private disponibili. Per il Paese occorre un'idea di sviluppo industriale che richiede una responsabilità politica ed economica dello Stato insieme a politiche di welfare, anch'esso motore di sviluppo. L'orizzonte da perseguire è quello di una crescita sostenibile fondata sull'innovazione di processo e di prodotto, sulla ricerca, su una infrastrutturazione di qualità, sulla difesa del territorio, sul risanamento ambientale, sulla riqualificazione del patrimonio pubblico, sull'efficienza e la qualità del sistema dei servizi e dell'istruzione. Particolare attenzione va rivolta ai servizi alla persona e alla difesa del diritto alla salute. Assi portanti e volano per una nuova politica di sviluppo del Paese sono anche la valorizzazione dei beni paesaggistici e culturali, del turismo, della cultura, di una nuova qualità dei processi di sviluppo e trasformazione delle città. Questi interventi devono costituire gli elementi di un progetto straordinario per il lavoro, pubblico e privato, capace di offrire una qualificata occupazione per i giovani e una possibilità di reimpiego per tutti coloro che hanno perso il lavoro. E' in corso un tentativo volto a ridimensionare il ruolo dei soggetti della rappresentanza sociale. Si tratta di un atto di conservazione e di indebolimento dei livelli di democrazia e partecipazione nel Paese, tanto più sbagliato -a maggior ragione di fronte alle discutibili ipotesi di riforme istituzionali attualmente in discussione- in quanto la CGIL non ha mai fatto venir meno la spinta al cambiamento. Pur nella condizione di pesante crisi abbiamo difeso il lavoro. La contrattazione è la condizione imprescindibile per rafforzare il ruolo negoziale e di soggetto confederale e generale della CGIL, nei luoghi di lavoro e nel territorio. Con i Governi intendiamo confrontarci e contrattare, in quanto portatori di interessi generali fondamentali per il Paese. La CGIL rilancia la propria contrattazione nei luoghi di lavoro e nel territorio. Una contrattazione fondata sull'inclusione, cioè sulla possibilità che tutti i soggetti del mondo del lavoro possano avere diritti e opportunità di crescita sociale e civile sui diritti di genere su una contrattazione sociale e territoriale quale luogo di relazione fondamentale tra diritti del lavoro e di cittadinanza e di lotta alla povertà e all'esclusione sociale. Intendiamo affermare la necessità di contrattare a partire dalle figure più deboli del mercato del lavoro: precari, parasubordinati, lavoratori poveri e discontinui, giovani che vivono una condizione di debolezza sociale, lavoratori degli appalti e dei sub-appalti e che operano in condizioni di marginalità. La CGIL è impegnata per una iniziativa vertenziale sul tema degli appalti fondata sulla responsabilità sociale e solidale d'impresa, sulle tutele occupazionali nei cambi d'appalto, salvaguardando qualità dei servizi, delle opere e dei diritti contrattuali, nonché per la lotta contro il caporalato e per la legalità. Contrattare a partire dal diritto per l'insieme dei lavoratori e delle lavoratrici, pubblici e privati, ad avere un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, determinando così potere d'acquisto delle retribuzioni e diritti universali su tutto il territorio nazionale e affermando il diritto di informazione e consultazione per i processi di ristrutturazione e localizzazione produttiva. Rappresentare l'insieme delle condizioni di lavoro per ricomporre gli interessi e costruire condizioni di unità e di lotta contro ogni deriva corporativa e discriminatoria. Una nuova unità e una nuova confederalità dovranno essere i tratti distintivi della prossima stagione di conquiste per lavoratori e pensionati. Le misure adottate dai precedenti governi in materia previdenziale si sono dimostrate ingiuste e socialmente inique ed hanno comportato condizioni sociali inaccettabili per larghe fasce di lavoratori e lavoratrici, ritardando ulteriormente l'ingresso nel mondo del lavoro e la possibilità di una pensione adeguata per le giovani generazioni, oltre che penalizzazioni per i pensionati. La CGIL rivendica una profonda revisione delle attuali norme, attraverso un nuovo sistema pensionistico basato sulla flessibilità e la libertà di scelta delle persone, sulle condizioni effettive e gravose del lavoro svolto, sul riconoscimento dei tempi dedicati al lavoro di cura, alla formazione e alla riqualificazione delle persone. Sulla base di questi principi, la CGIL propone a CISL e UIL una "piattaforma rivendicativa" da portare alla consultazione dei lavoratori e dei pensionati e al confronto con il Governo. Il previsto intervento per aumentare il reddito disponibile di una parte del lavoro dipendente è una prima misura utile che va necessariamente estesa ai redditi più bassi, ai pensionati, agli incapienti, al lavoro precario. Ai fini dell'efficacia dei suoi reali effetti, questo intervento di politica fiscale va collocato in una riforma complessiva del sistema, per un riequilibrio tra i redditi fondato sull'effettiva progressività e redistribuzione. A tal fine, sono necessarie la tassazione sul patrimonio e sulle transazioni finanziarie, la lotta all'evasione e all'elusione fiscale, agli sprechi, alle inefficienze. Gli interventi che si stanno affermando sul mercato del lavoro continuano a perseguire una via che si è dimostrata inefficace e per molti versi fallimentare. Il futuro riordino delle norme di legge deve favorire e incentivare il lavoro stabile e qualificato e definire i diritti universali per tutte le tipologie di rapporto di lavoro. La proposta della CGIL di riforma degli ammortizzatori sociali costituisce una garanzia di sostegno al reddito per l'insieme dei lavoratori e delle lavoratrici, a prescindere dal loro rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato, nelle fasi di inoccupazione e sospensione dei rapporti di lavoro, con l'estensione della contribuzione per imprese e lavoratori. E' quindi necessario modulare la durata e la disponibilità degli ammortizzatori sociali, in raccordo con gli effettivi processi di riorganizzazione e di creazione di nuove opportunità di lavoro nell'impresa e nel territorio. Il rilancio del ruolo contrattuale del sindacato confederale deve fondarsi sulla partecipazione democratica dei lavoratori e delle lavoratrici, superando difficoltà ed errori del recente passato. Le norme che si sono affermate con i recenti accordi interconfederali e con il Testo Unico in materia di democrazia e rappresentanza devono diventare prassi dell'insieme della CGIL. Il diritto di definire piattaforme e approvare accordi da parte dei lavoratori e delle lavoratrici rappresenta un significativo avanzamento democratico nella storia del sindacato confederale italiano e pone una reale barriera contro la deriva degli accordi separati. La fase dei prossimi rinnovi contrattuali sarà determinante per l'applicazione delle norme: per questo, tutta la CGIL è impegnata affinché vi sia uno stretto e democratico rapporto tra categorie e confederazione. Presupposto fondamentale è il rafforzamento della presenza in ogni luogo di lavoro delle RSU e l'aumento degli iscritti e delle iscritte alla CGIL, oltre che l'estensione a tutti i settori delle regole in materia di democrazia e rappresentanza. Esserci e contare nei luoghi di lavoro e nel territorio è la sfida della CGIL per i prossimi anni. Anche per questo è necessario un processo di reinsediamento confederale, che faccia del territorio il luogo centrale della propria azione contrattuale e di tutela collettiva ed individuale, da cui consegue un ripensamento della struttura organizzativa, oltre che un rinnovamento anche generazionale dei gruppi dirigenti, che coniughi esperienza e capacità di interpretare i cambiamenti. Il XVII Congresso impegna il Comitato Direttivo eletto a svolgere entro il 2015 la Conferenza d'Organizzazione.

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