27 Settembre 2020
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Comunicato SOGIN incontro al MISE: NELL'ERA DELLA PROPAGANDA

01-03-2019 15:41 - News Generiche
Si è svolto martedì, presso il Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del Sottosegretario Crippa, il previsto incontro per un approfondimento sugli scenari contenuti nel Piano Industriale del Gruppo Sogin.
L’Amministratore Delegato Luca Desiata ha illustrato i risultati raggiunti nel 2018 con l’enfasi propagandistica già adottata in varie occasioni nei giorni scorsi, vantando i “records” stabiliti rispetto ai volumi di attività eseguite, all’accelerazione dei lavori, alla riduzione del personale e alla diminuzione dei costi di gestione.
Per parte nostra abbiamo sottolineato che le criticità ancora fortemente presenti nel sistema del decommissioning (di cui Sogin è parte importante) non si risolvono con slogan o mettendosi medaglie, ma affrontando in modo serio i problemi e utilizzando al meglio il contributo di chi si adopera quotidianamente per far procedere la mission aziendale e che un vero piano industriale dovrebbe contenere ben altri elementi, che indichino per esempio quali attività siano da eseguire da personale Sogin quali e quante da affidare alla controllata Nucleco, quali e quante a ditte esterne.
I dati ufficializzati da altri autorevoli soggetti istituzionali (ARERA – Corte dei Conti) ci forniscono un quadro non altrettanto roseo rispetto all’andamento del decommissioning in Italia, con ritardi di svariati anni su molte attività in tutti i siti ed aumento dei relativi costi, riscontrati nelle programmazioni predisposte dall’attuale Amministratore Delegato.
Senza entrare nel merito dei singoli capitoli di spesa, sui quali la realtà dei fatti è sensibilmente diversa da quanto esposto da Sogin, è indubbio il continuo procrastinare degli obiettivi di decommissioning con il conseguente aumento dei costi del Piano a vita intera (PVI), ancora oggi, con ogni probabilità, sottostimati e comunque superiori ai 7 miliardi di euro.
Vantare quindi la riduzione dei costi del personale, ottenuti incentivando l’esodo di personale esperto e qualificato, lasciando scoperte posizioni fondamentali nell’organigramma aziendale, sia per il controllo e la sicurezza degli impianti che per la sollecita prosecuzione dei lavori, allunga i tempi e aumenta i costi complessivi: operazione non certo virtuosa.
Senza contare poi le ricadute che questa congiuntura provoca sul tema della sicurezza: il “provvisorio” in Sogin dovrebbe essere ridotto al minimo indispensabile.
Secondo noi, se si vogliono raggiungere gli obiettivi prefissati, occorre coinvolgere il personale, ascoltarlo, formarlo e motivarlo. Altre alchimie lasciano il tempo che trovano.
Servono interventi normativi e regolatori, atti a rimuovere gli ostacoli interni ed esterni che determinano l’attuale crisi di sistema e che impediscono una gestione efficace dei rifiuti nucleari in Italia.
Serve recuperare la credibilità necessaria alla ricostruzione dei rapporti con gli enti locali ed il territorio, senza la quale risulterebbero ingestibili le relazioni con gli stakeholder in particolare sulla questione del deposito nazionale, indispensabile per ridurre i costi di gestione attuali e assicurare una prospettiva di lungo termine ai lavoratori del Gruppo.
Bisogna rilanciare l’attività di NUCLECO, salvaguardando e valorizzandone le competenze esistenti.
I temi presenti sul tavolo sindacale vanno affrontati e risolti nella soddisfazione reciproca, assicurando così alla Società una struttura in grado di procedere nel suo compito proficuamente.
Il Sottosegretario Crippa, si è assunto importanti impegni rispetto ad alcune criticità di sistema da noi sollevate durante l’incontro: il tema del deposito nazionale, quello degli iter autorizzativi e quello del riconoscimento dei costi per le attività svolte dal Gruppo al proprio interno.
Il Responsabile del MiSE ha dichiarato che entro sei mesi sarà predisposta la carta per l’individuazione del sito nazionale per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari, elemento indispensabile per una esaustiva pianificazione del decommissioning nazionale.
Ha comunicato che è già in corso un’analisi per rendere più fluidi gli iter autorizzativi, in particolare per quanto attiene alle attività dell’ISIN al fine di eliminare i cosiddetti colli di bottiglia che ostacolano il normale avanzamento dei lavori, ribadendo nel contempo che la struttura aziendale, in particolare in riferimento all’ingegneria, dovrà essere adeguata allo svolgimento del nuovo flusso di attività autorizzate richiedendo inoltre, una verifica sulle eventuali attività che se pur autorizzate non sono in corso di realizzazione o già eseguite.
Infine, ha dichiarato che è stato già avviato un approfondimento con ARERA per individuare il corretto riconoscimento delle attività eseguite in insourcing.
Con l’attuazione degli interventi che abbiamo inteso evidenziare al Ministero, siamo convinti che, anche in Italia, la messa in sicurezza dei rifiuti nucleari e lo smantellamento degli impianti esistenti sia possibile.
Abbiamo in ultimo richiesto e ottenuto la disponibilità da parte del MiSE a reincontrarci, su richiesta delle Parti, per verificare l’avanzamento delle questioni aperte.
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