30 Settembre 2020
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COMUNICATO SULL´INCIDENTE ALLA CENTRALE DELL´ENEL CIVITAVECCHIA

12-04-2010 - News Verie
Ancora un morto sul lavoro, ancora uno a Civitavecchia, ancora una tragedia inaccettabile. Era un operaio metalmeccanico di 34 anni. Si chiamava Sergio Capitani. Di fronte a questi drammi, le parole suonano spesso vane e rumorose: sostituiscono quel silenzio che, in questi casi, dovrebbe essere d´obbligo, per rispetto a Sergio e verso i Familiari. Ma le parole, oltre al cordoglio, se serie, composte, ferme, possono servire per confortare il dolore di chi ha perso un affetto insostituibile per tentare di riempire quel "vuoto" che si crea quando un Lavoratore muore sul lavoro soprattutto, per aiutare chi cerca la verità e le responsabilità, affinché domani non ci siano altre Vittime.L´incidente accaduto quel tragico 3 aprile 2010 ha una o più cause e saranno le indagini a stabilire quali, chi o cosa le ha determinate. Ma, al di là dei fatti specifici, sono d´obbligo alcune riflessioni e considerazioni. Gli Impianti termoelettrici, ancorché complessi come altri Impianti industriali (a volte anche di più) sono sempre stati caratterizzati da un livello di sicurezza elevato, garantito dalla forte presenza sindacale di Categoria, da norme contrattuali stringenti, da modalità organizzative determinate dal confronto tra Sindacato e Impresa, piuttosto che da decisioni unilaterali. Sergio non è morto in un cantiere. Sergio è morto in un Impianto in esercizio dove si sarebbero dovute realizzare quelle stesse condizioni di sicurezza di cui prima si parlava. E allora è d´obbligo porsi una domanda: gli Impianti termoelettrici sono ancora così sicuri o forse, in questi anni, per effetto dei continui riassetti organizzativi, del maggior ricorso alle terziarizzazioni, degli effetti del mercato e della competitività sui ritmi di lavoro, qualche cosa è cambiato? E se la risposta a questa domanda retorica è scontata, cosa è necessario fare per correre ai ripari?Siamo convinti che non sono sufficienti risposte dell´ultima ora, o atti eclatanti (vedi i provvedimenti assunti recentemente a livello locale) che domani saranno dimenticati, o azioni estemporanee che serviranno solo a placare le polemiche. Non servono neanche processi sommari né, tantomeno, capri espiatori. Al contrario, serve attivare immediatamente il confronto sindacale, a tutti i livelli della Categoria serve potenziare i livelli di controllo ed il ruolo degli RLS serve aggiornare i modelli organizzativi, ristrutturandoli dopo anni di flessibilizzazione serve porre in attuazione, quanto prima, il nuovo Contratto Collettivo di Lavoro che, tra l´altro, prevede l´introduzione di nuovi strumenti proprio in materia di Sicurezza e, in materia di appalti, la riduzione, il rispetto delle regole e un maggior controllo da parte del Sindacato di Categoria. La centrale di Civitavecchia, a partire dalla travagliata fase di costruzione, è stata troppo spesso teatro di drammi che non dovranno mai più ripetersi. Su questo, il Sindacato di Categoria a tutti i livelli, con RSU e RLS sarà, come lo è sempre stato, impegnato al massimo, assumendo tutte le idonee iniziative volte a tutelare la salute e la sicurezza di tutti Lavoratori della Centrale.Ci aspettiamo, a questo punto, che anche l´Azienda lo sia altrettanto, per ricostruire un clima di serenità e tranquillità nell´Impianto.

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