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A Parigi l´acqua torna pubblica

12-04-2010 - News Verie
Dal primo gennaio 2010 Parigi è tornata ad affidare a un operatore pubblico unico la gestione integrale del servizio idrico, dalla produzione alla distribuzione. Gli obiettivi dichiarati dalla amministrazione cittadina sono tutti orientati al vantaggio degli utenti: trasparenza ed efficienza del servizio, stabilizzazione dei prezzi in un contesto di mercato non favorevole, messa in atto di dispositivi sociali che garantiscano a tutti l´accesso all´acqua, protezione delle risorse idriche e del patrimonio con una logica di valorizzazione di lungo periodo. Secondo le dichiarazioni dell´amministrazione la gestione municipalizzata dell´acqua garantirà che tutti proventi del servizio vengano reinvestiti per migliorarne la qualità: non verranno distribuiti dividendi, né altre forme di remunerazione agli azionisti. Il Comune di Parigi stima che i cittadini potranno risparmiare circa 30 milioni di euro all´anno. L´esperienza parigina non è la prima di questo tipo in Francia: sono già tornate a forme di gestione pubblica altre città francesi come Castres, Neufchâteau, Cherbourg e Grenoble, la prima città importante ad aver fatto questa scelta già nel 2000. La tradizione francese in tema di gestione del servizio idrico è da tempo una eccezione a livello mondiale. Infatti laddove in media soltanto il 7/8% della popolazione urbana utilizza un servizio privato di erogazione dell´acqua, in Francia il 72% del mercato è controllato da imprese private che operato in delega del servizio pubblico. Al primo posto figura Veolia (39%), seguita da Suez (19%) e quindi Saur (11%). Fino al 1984 la gestione dell´acqua a Parigi è stata in mano alla amministrazione pubblica, fino a quando Jacques Chirac decide di delegare la distribuzione a due operatori privati: la Compagnie générale des eaux (filiale del GruppoVeolia) e la società Eau et Force (filiale di Suez). Il contratto viene affidato senza procedure di appalto pubbliche, per un periodo di 25 anni. In seguito, nel 1987, la produzione viene conferita ad una società mista creata ad hoc, la Société anonyme de gestion des eaux de Paris (SAGEP) che poi prende il nome di «Eau de Paris ». Ma la gestione privata del servizio non tarda a creare insoddisfazioni e polemiche. Già nel 2001 l´Assemblea Nazionale stimava in un suo rapporto che il prezzo dell´acqua potabile fosse in media più alto del 25% in caso di gestione privata del servizio, ed che l´aumento salisse fino al 44% rispetto alle gestioni intercomunali. In un altro rapporto del 2006 (UFC, Unione Federale dei Consumatori) analisi della situazione di 31 comuni francesi, si stimava che gli utili delle società affidatarie fossero in media del 28%, oscillando tra il 26 ed il 59%. In particolare Veolia, attraverso il Syndicat des eaux d´Ile-de-France (Sedif), che raggruppa 44 comuni della banlieue parigina, otteneva un utile del 58,7% contro il 10-20% delle buone amministrazioni pubbliche come Annecy, Chambéry, Clermont-Ferrand o Grenoble. Anche nel resto della Francia si sviluppano azioni contro la gestione privata delle acque: a Bordeaux, attraverso l´azione di associazioni di cittadini vengono recuperati nel 2006 circa 230 milioni di euro per proventi arbitrariamente trattenuti, per un periodo di 30 anni, da Lyonnaise des eaux. A Lione l´amministrazione obbliga (dicembre 2007) le società affidatarie Veolia e Suez ad abbassare i prezzi del 16%. Tornando al caso parigino si stimava che le tariffe di accesso al servizio fossero circa il doppio di quelle praticate in media, ed analogamente per i diritti di distacco e riallaccio. Tra il 1980 ed il 2000 il prezzo dell´acqua aumenta del 464% Quando nel 2001, Bertrand Delanoë arriva al comune di Parigi trova un rapporto della Inspection générale de la Ville de Paris, che proposito dello stato di attuazione del contratto di affidamento del servizio dice : "La completa assenza di un rapporto sullo stato delle infrastrutture realizzato dal Comune di Parigi sulla sua rete di distribuzione rende difficile fissare degli obiettivi di impegno e di lavoro precisi e misurabili, e di valutare a fine contratto lo stato della rete. Non sono previsti rapporti contabili precisi per i lavori effettuati. Non c´è un modello dettagliato per il rapporto annuale di servizio. Non viene richiesto a GIE (la società che provvede alla fatturazione, emanazione di Veolia) un rapporto annuale. Assenza di obiettivi di lavoro e di rinnovamento (della rete) controllabili. Le esigenze sono formulate troppo vagamente e non permettono di giudicare in rapporto agli obiettivi da raggiungere. Le formule di indicizzazione tariffaria sono vantaggiose, e le clausole di revisioni dei prezzi molto favorevoli proteggono le aziende dalle riduzioni dei consumi. Non sono previste penali in caso di mancato rispetto delle obbligazioni". Il rapporto viene reso pubblico soltanto nel 2003, e conduce ad una rinegoziazione del contratto, con la restituzione da parte delle aziende di 153 milioni di Euro per lavori di manutenzione non effettuati. A partire dal 2006 il comune di Parigi, anticipando la fine dei contratti (2009 per la distribuzione, 2011 per la produzione), inizia a riconsiderare l´organizzazione del servizio ed il suo miglioramento, ed arriva alla decisione di affidarlo ad un attore unico pubblico. La ristrutturazione (del servizio) voluta dal comune di Parigi deve ottimizzare il servizio attraverso la razionalizzazione della sua organizzazione. Essa parte dalla constatazione che la produzione dell´acqua è una attività strategica, tenuto conto delle tensioni che possono inficiare la disponibilità e soprattutto la qualità delle risorse e del contesto normativo in continua evoluzione. Il Comune ha quindi eliminato tutte le forme di delega per queste attività. Sostituendo i tre attori responsabili del servizio, l´operatore unico mette fine all´occultamento ed al passaggio delle responsabilità. Passando da uno scenario di servizio composto da due strutture, una di distribuzione ed una di produzione, ad una unica verranno suppressi i duplicati e potranno essere ottenuti risparmi a beneficio degli utenti. Creando un operatore unico il Comune di Parigi si dota dei mezzi per garantire un migliore controllo della gestione e della qualità dell´acqua, integrando le problematiche di lungo termine, come l´attenzione ambientale e patrimoniale, talvolta poco compatibili con una logica di risultato a breve.

Fonte: Governare il territorio.it

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