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8 marzo: NO #Disuguaglianze

08-03-2017 16:27 - News Acea
Sono ormai 35 i paesi che a livello mondiale hanno convocato lo sciopero internazionale delle donne nella giornata dell´8 marzo e tra questi, oltre l´Italia, Argentina, Australia, Belgio, Bolivia, Brasile, Cile, Corea del Sud, Costa Rica, Repubblica Ceca, Ecuador, Spagna, Inghilterra, Francia, Guatemala, Honduras, Islanda, Irlanda del Nord, Repubblica d´Irlanda, Israele, Messico, Nicaragua, Perù, Polonia, Portogallo, Repubblica Dominicana, Russia, Salvador, Scozia, Stati Uniti, Svezia, Turchia, Uruguay.

In ogni Paese e con distinte modalità le donne scenderanno in piazza contro la violenza alle donne in tutte le sue forme e con uno slogan comune: "Se le nostre vite non valgono, allora ci fermiamo". In diverse parti del mondo, le donne si mobiliteranno per il primo sciopero globale, e anche in Italia, in seguito alla grande manifestazione Non una di Meno del 26 novembre a Roma, si è deciso di aderire a questa importante mobilitazione transnazionale.

Domani 8 marzo alle ore 15.00 a Piazza Mignanelli il Comprensorio FILCTEM CGIL ROMA1 ha organizzato un presidio con le lavoratrici della Valentino Fashion Group che scenderanno in sciopero sotto la loro azienda per dare seguito alla mobilitazione generale. Vi invitiamo a sostenere questa iniziativa con la vostra presenza.

Quella di domani vuole essere una giornata non rituale e non simbolica, in cui la Cgil intende dare seguito e sostenere la grande mobilitazione che le donne stanno portando avanti in molte parti del mondo, per combattere la violenza maschile e le tante discriminazioni nel lavoro.

Siamo consapevoli che la precarietà, il lavoro povero, la disparità salariale in continuo aumento penalizza le donne nell´arco dell´intera vita, fino alla disparità pensionistica, il continuo impoverimento dei sistemi di welfare universalistico sono ormai a livelli intollerabili.

Il femminicidio è la punta dell´iceberg, l´epilogo tragico di una catena di discorsi e atti, simbolici e concreti, che dalla casa al posto di lavoro, dalla scuola all´università, negli ospedali e sui giornali, nei tribunali e nello spazio pubblico tende ad annientare le donne.

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